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Unioni civili: per quale idea di famiglia?

© Antoine Mekary / Aleteia

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 19/06/14

Forum delle famiglie: sì a norme per tutelare la parte più debole, no all’assimilazione al matrimonio

Approderà a settembre nell’Aula della Camera una proposta di legge sulle unioni civili che garantirà alle persone dello stesso sesso gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate: dal riconoscimento del diritto all’assistenza reciproca (il partner sarà così autorizzato a parlare con i medici e prendere decisioni oppure potrà usufruire degli incontri coniugali in carcere), ai diritti di successione e di eredità, alla reversibilità della pensione. Sarà possibile adottare il figlio del partner ma, a differenza delle coppie eterosessuali, a quelle omosessuali non è consentita l’adozione. Il modello cui si ispira il progetto annunciato dal premier Matteo Renzi è la “civil partnership”, nata in Inghilterra e in vigore in Germania. L’annuncio ha sollevato, come è comprensibile, numerose e opposte reazioni. Aleteia ne ha parlato con il presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti.

Il Forum si è pronunciato in modo critico su questa proposta: con quali motivazioni?

Belletti: E’ un modello che rifiutiamo perché se non si tratta di matrimonio, manca davvero poco. Occorre comunque aspettare che la Commissione Giustizia produca un testo unico, perché per il momento ognuno ha fatto le sue ipotesi ed esistono, quindi, diverse proposte di legge, alcune appena presentate. Il criterio generale che ci guida è che qui è in gioco l’identità della famiglia e, come ha ribadito di recente la Corte Costituzionale, il requisito della eterosessualità è peculiare e irrinunciabile per l’idea di matrimonio e di famiglia nel nostro ordinamento. Altre forme di convivenza costituiscono formazioni sociali che possono avere una loro regolamentazione soprattutto per tutelare la parte debole, ma senza assimilarle alla famiglia.

Secondo le proposte che saranno discusse, non viene riconosciuto il diritto delle coppie omosessuali all’adozione: una soluzione di compromesso?

Belletti: Il rischio è che questa soluzione sia considerata solo la premessa per un futuro diritto di adozione senza limiti. La pressione delle associazioni omosessuali è per la totale assimilazione tra le situazioni, sulla base di un malinteso diritto al “matrimonio per tutti” e di un diritto al figlio, al bambino. Noi, invece, difendiamo il diritto del bambino a un famiglia nella quale sia garantita l’esperienza della genitorialità che si identifica nella diversità sessuale di padre e madre.

Quali sono le vostre proposte in materia?

Belletti:  Occorre chiarezza e non farsi tentare da “fughe in avanti”. La decisione di coppie omosessuali di vivere insieme può essere mediata e disciplinata dall’intervento pubblico, ma non riteniamo opportuno che sia regolata da una fattispecie così simile al matrimonio. Per garantire il diritto all’assistenza reciproca, alla casa, all’eredità sono sufficienti istituti di diritto privato. A questo proposito, c’è, per esempio, una proposta di legge dell’Ordine dei notai che prevede un accordo privato tra i partner riguardo alle scelte patrimoniali. Noi siamo contrari, tra l’altro, alla reversibilità della pensione perché questa è stata pensata per l’assistenza familiare e riteniamo debba essere esclusa da altre regolamentazioni di rapporti.

Avete chiesto un confronto aperto sulla questione: come avverrà?

Belletti: In varie forme. Siamo sempre in contatto con numerosi parlamentari ai quali forniamo materiali elaborati da noi e proposte. Allo stesso tempo rivolgiamo un grande impegno nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica perché il tema della famiglia appartiene a tutti e prevediamo delle forme di mobilitazione ad hoc nelle città e nelle piazze. Di certo queste non sono decisioni che possono essere prese nelle stanze dei palazzi senza coinvolgere le persone. Occorre far capire alla politica e ai mass media che esiste un sentire popolare sul valore della famiglia che va interpellato. Il Forum intende dare voce alle famiglie affinché queste non siano escluse dalle decisioni che le riguardano.

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