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È possibile sentire la presenza di Gesù? La mia esperienza della Messa

Santuario don Bosco Brasilia – it

© Moises.on / Flickr / CC

padre Carlos Padilla - Aleteia - pubblicato il 31/05/14

Ogni giorno apparirò nella tua vita, ogni giorno ti aspetterò nel Tabernacolo, nel cuore delle persone nobili che sono accanto a te

Gesù se ne va ma tornerà nella nostra vita quotidiana: “Non vi lascerò orfani, tornerò”. Quanto sono umane queste parole in cui dice ai suoi amici che non li abbandonerà, che verrà, che tornerà, che vivrà dentro di loro, che non li lascerà orfani! Sa come si sentono.

Tornerà nascosto dietro gli eventi, nelle persone che amiamo. Potremo tornare a toccarlo nelle persone ferite, sostenerlo sulla croce altrui, parlare con Lui sull'altare del nostro cuore, passeggiare con Lui nel giardino della nostra anima, riceverlo ogni giorno come la persona più amata. Questa promessa è per ciascuno di noi.

Nel suo ultimo giorno sulla terra, Gesù implora il Padre per noi, si preoccupa per noi. Così ha vissuto, così muore. Guardandoci.

A volte passa accanto a noi, nei crocevia del cammino, al momento di prendere decisioni importanti quando viene la notte o ci sentiamo lontani da tutti e da Dio. In quel preciso istante, quando ci sentiamo tanto soli e abbandonati, Egli viene e ci promette la sua presenza.

E grida alla nostra anima: “Ti aspetto, tornerò per te, ti porterò accanto a me, nel mio costato, nel mio cuore. Ogni giorno apparirò nella tua vita, ogni giorno ti aspetterò nel Tabernacolo, nel cuore delle persone nobili che sono accanto a te. Non mi separerò mai da te. Non tremare, figlio mio. La tua fragilità, quando ti consegni a me, mi commuove e fa sì che io ti dia tutto. Non tengo nulla per me”.

In ogni Eucaristia, mi accade di immaginare dove mi troverei io a quella tavola, quella notte, in quell'ultima cena. In realtà, in ogni Messa si ripete quel momento. Gesù ci parla, si spezza, ci benedice, ci lava i piedi. Ci guarda con un amore infinito.

Siamo turbati e sopraffatti ascoltando le sue parole: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”: Quando le pronuncio mi sento piccolissimo, traboccante del suo amore. In quel momento rimango in silenzio, sopraffatto, contemplo il miracolo, il mistero. Tremo davanti alla sua promessa.

È l'amore che si dona fino all'estremo, si spezza, si offre. L'amore che lava i piedi, condivide il cibo e la vita. Gesù mi guarda in quell'ultima cena.

Oggi mi guarda nell'Eucaristia, sa dove sono. Il suo sguardo calma sempre il cuore. In ogni Eucaristia torno a rivivere la promessa. Io stesso sono Cristo. Io stesso sono discepolo. Abbraccio il pane che si fa carne. Tocco il calice con il suo sangue.

Mi commuove quel momento dello Spirito. Torna ad accadere. Torna a donare la sua vita per amore. Torna a confidarci i suoi segreti, le sue confidenze, il suo amore.

Lì, appoggiato sul suo petto, guardandolo commosso, torno ad ascoltare le sue parole e il cuore trema di emozione. La sua presenza è reale e lo è anche la sua promessa. Non ci ha abbandonati. È vicino, camminando, parlando, ascoltando, seguendo i nostri passi.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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