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Nella Bibbia, le nostre domande

© Corinne SIMON/CIRIC
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Al via le Giornate Bibliche del 2014 della diocesi di Crema

Nicodemo

 
Il quadro racconta una storia: due uomini conversano di notte, alla luce di una lampada. L’ambiente è l’interno di un’antica abitazione mediorientale. L’atteggiamento dei due interlocutori è quello di chi è intento in una conversazione intima e importante, quando i toni sono quasi sussurrati, ma i cuori fremono.

Sono dialoghi cruciali, con un amico, un maestro, una persona in cui si ripone fiducia, dove si pongono i grandi interrogativi e si cerca ascolto e confronto. Tutti siamo abitati da grandi domande su noi stessi, sulla nostra esistenza, sul mondo, sulla giustizia, sul male e sul dolore. A volte ci bruciano dentro; altre volte rimangono lì, come in sonno, sommerse, pungolandoci impercettibilmente ed emergono quando si verificano eventi decisivi o incontriamo qualcuno che sa affascinarci. «Suscitare domande è arte stupenda, arte delle arti», dice Angelo Casati, prete e poeta capace di sguardo sapiente.

James Tissot ha dipinto nel 1894 questa tela che raffigura l’incontro tra Gesù e Nicodemo, raccontato nel Vangelo di Giovanni. È un testo emblematico, perché rappresenta la nostra ricerca umana che ha bisogno dell’ascolto di una parola buona pronunciata da qualcuno in cui poter confidare. Il quadro di Tissot è stato scelto come immagine delle Giornate Bibliche del 2014, una nuova iniziativa nata a Crema dalla collaborazione del Centro Diocesano di Spiritualità, di cui sono coordinatore, con l’Unità Pastorale di S. Bartolomeo e S. Giacomo. Titolo: La Bibbia e le domande dell’uomo.

Come portare la Bibbia nella vita delle persone e nella città? All’origine della proposta c’è questa preoccupazione comune: il Centro di Spiritualità è una realtà che cerca di offrire occasioni di scoperta e cura della vita interiore, mentre le parrocchie dell’Unità stanno portando avanti da due anni una pastorale che punta a mettere veramente al centro la Parola di Dio. L’intuizione di partenza è che nella Bibbia troviamo noi stessi, la nostra vita. La Bibbia ci legge.
Ecco, allora, il tema delle domande, che vuole mostrare in che misura nelle Scritture siamo sollecitati alla ricerca su ciò che ci sta davvero a cuore. Sono le domande, ancora prima delle risposte, che possono aprire il cammino della fede. L’altro aspetto è il valore universale del testo biblico, il quale può stimolare l’interiorità e il pensiero anche al di fuori dei confini ecclesiali. Perciò, si è voluto creare occasioni per ascoltare voci diverse, dal cristianesimo, dalla tradizione ebraica, dalla filosofia.

Ci sarà Enzo Bianchi, che si è reso disponibile a un dialogo sulla Bibbia e le nostre domande: le domande che abbiamo sulla Bibbia, ma anche le domande che suscita dentro di noi. La Bibbia è piena di domande che ci conducono alla profondità della vita, a partire da quando Dio chiede "Uomo, dove sei?" nel racconto di Genesi (3,9). In ogni tempo Dio interpella ogni uomo: Dove sei nel tuo mondo? Dove ti trovi? «Per quanto ampio sia il successo e il godimento di un uomo, per quanto vasto sia il suo potere e colossale la sua opera, la sua vita resta priva di un cammino finché egli non affronta la voce. Il ritorno decisivo a se stessi è nella vita l’inizio del cammino, il sempre nuovo inizio del cammino umano» (Martin Buber).
Gesù insegnava con le domande e le suscitava, perché la sua umanità, che i Vangeli raccontano, ci mostra una via di vita nuova, bella, buona. Scoprire questo significa sentirsi scaldare il cuore, quando si apre la Bibbia.

Poi, Claudia Milani ci mostrerà come la tradizione ebraica mette in questione la Bibbia, dando ampio spazio all’interrogare nel leggerla, e Salvatore Natoli rifletterà sul domandare filosofico di fronte alla Bibbia. Affinché non ci sia solo una serie di conferenze, a questi incontri si accompagneranno momenti di preghiera e confronto per bambini, giovani e adulti. Speriamo di accendere una miccia.

Diceva Carlo Maria Martini, vero "uomo della Bibbia": «Che cos’è infatti essere uomini o donne? È scoprire il mistero di noi stessi nell’ascolto della Parola di uno, più grande di noi, che avendo fatto il nostro cuore, ce ne rivela i segreti. La buona notizia consiste nel fatto che Dio ha una parola per me e io posso ascoltarla, nel silenzio e nella pace; da tale ascolto sono nutrito nella fede e mi realizzo come persona; cresco insieme a tanti altri come chiesa in cammino».

Qui l’originale

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