Aleteia
martedì 20 Ottobre |
Santa Maria Bertilla Boscardin
Chiesa

L'adultera perdonata

Jean Louis Mazieres / Flickr / CC

Dimensione Speranza - pubblicato il 28/04/14

Nei confronti di una peccatrice su cui si coagula un'ingiusta discriminazione di genere prevalgono il perdono e la misericordia, l'invito a cambiare vita

di Cettina Militello

Ho scritto introducendo al VI comandamento come sia diverso l’atteggiarsi di Gesù relativamente all’adulterio o alla irregolarità di vita. Alle “peccatrici” che egli incontra rivolge parole inusitate ed estranee alla legge e alla sua pedissequa osservanza. In verità non si tratta tanto di un suo avallare atteggiamenti “disinvolti”, quanto piuttosto del suo farsi attento alle persone, alle donne in particolare, nel segno della misericordia. Lo ha ben compreso Giovanni Paolo II nella Mulieris dignitatem in cui, al capitolo V relativo all’atteggiarsi di Gesù verso le donne, l’episodio dell’adultera è riportato al numero 14. Si tratta di uno dei passaggi più lirici e convincenti dell’intera lettera. «Gesù», egli scrive, «entra nella situazione concreta e storica della donna, situazione che è gravata dall’eredità del peccato. Questa eredità si esprime tra l’altro nel costume che discrimina la donna in favore dell’uomo ed è radicata anche dentro di lei. Da questo punto di vista l’episodio della donna “sorpresa in adulterio” (cf Gv 8,3-11 ) sembra essere particolarmente eloquente. Alla fine Gesù le dice: “Non peccare più”, ma prima egli provoca la consapevolezza del peccato negli uomini che l’accusano per lapidarla, manifestando così quella sua profonda capacità di vedere secondo verità le coscienze e le opere umane. Gesù sembra dire agli accusatori: questa donna con tutto il suo peccato non è forse anche, e prima di tutto, una conferma delle vostre trasgressioni, della vostra ingiustizia “maschile”, dei vostri abusi?». E più avanti aggiunge: «Una donna viene lasciata sola, è esposta all’opinione pubblica con “il suo peccato”, mentre dietro questo “suo” peccato si cela un uomo come peccatore, colpevole per il “peccato altrui”, anzi corresponsabile di esso. Eppure, il suo peccato sfugge all’attenzione, passa sotto silenzio: appare non responsabile per il “peccato altrui”! A volte si fa addirittura accusatore, come nel caso descritto, dimentico del proprio peccato. Quante volte, in modo simile, la donna paga per il proprio peccato (può darsi che sia lei, in certi casi, colpevole per il peccato dell’uomo come “peccato altrui”), ma paga essa sola, e paga da sola!».

L’episodio dell’adultera

In effetti l’episodio narrato nel vangelo di Giovanni è abbastanza anomalo. Sappiamo che manca nei codici più antichi. In esso il maestro galilaico ancora una volta sembra stretto nel tranello che gli tendono gli osservanti: la legge è precisa circa la punizione relativa alla flagranza d’adulterio. Ma, se è così, non si capisce perché non sia condotto davanti a Gesù anche il compagno della donna. Come e perché, poi, questa donna è caduta in adulterio? Ha un marito? Non ce l’ha? Ha cercato forse in un altro una tenerezza che le è negata? È stata costretta? Di lei non sappiamo assolutamente nulla. Quanto a Gesù, brillantemente si sottrae alla ratifica di un’ovvia condanna e, come leggiamo nella Mulieris dignitatem, riesce nell’intento proprio riconducendo ciascuno degli accusatori alla consapevolezza d’essere peccatori anch’essi. Proprio la prossimità nella colpa, l’impossibilità per chicchessia di ritenersi “giusto”, induce Gesù a rivolgere alla donna le parole che ben conosciamo. Nessuno la condanna. Sono andati via tutti, i più vecchi prima, poi i più giovani. E, forse in lacrime, comunque umiliata, ferita dagli sguardi, dalla ferocia dei suoi giudici e aspiranti giustizieri, essa è rimasta sola dinanzi a lui. Ed, ecco, nemmeno lui la condanna. L’invita tuttavia a non peccare più. C’è da parte del maestro la comprensione di lei, del suo bisogno d’amore, della sua ricerca di un qualcosa che le renda qualitativamente migliore la vita? C’è il riconoscimento di un amore, quale che sia, su cui egli si china, così come s’è chinato sulla peccatrice che lo ha cosparso d’unguento profumato (cf Lc 7,36-50). L’amore giustifica il perdono; anzi, merita il perdono? Forse è così, fuori dalla logica asettica di quelli che osservano la lettera della legge? Fuori da questo vis-à-vis che esige compassionata misericordia, non si può dire che Gesù si faccia interprete di un atteggiamento lassista o indulgente. L’adulterio, l’infedeltà, resta un peccato. Ma nei confronti del peccatore e, in questo caso, di una peccatrice su cui si coagula un’ingiusta discriminazione di genere, prevalgono il perdono e la misericordia, l’invito a cambiare vita, a non perseverare in una scelta lesiva del disegno di Dio. Che Gesù riproponga il “disegno del principio”, la vocazione originaria e dialogica che assume l’incontro nuziale a paradigma dell’alleanza, è elemento che altri brani evangelici testimoniano (emblematico Mt 19,3-9 relativo all’indissolubilità delle nozze). E tuttavia ci immette più direttamente nella contestualità dell’adulterio Mt 5,28: «Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio conlei nel proprio cuore». Ovviamente in questione non è il desiderio come molla esistenziale dell’accostarsi all’altro/altra sino a diventare con lui/lei una sola carne. In questione è la voglia smodata e turpe che imbratta l’altro/altra, pur a sua insaputa, e ne fa un oggetto da possedere indipendentemente dalla sua volontà e dalla sua stessa disponibilità. Il che ci conduce alla globalità del soggetto umano, all’inseparabilità di ciò che seguitiamo a chiamare “corpo” e “anima”. Pesa pure lo sguardo vorace; è peccaminoso non meno di quanto lo sia un adulterio effettivamente consumato.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
matrimonio
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Religión en Libertad
Lo jihadista non è riuscito a decapitarmi: “C...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di D...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni