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Le 10 cose che bisogna sapere sulla fecondazione in vitro prima di ricorrervi

Stefan Pasch

Aleteia - pubblicato il 10/04/14


2. La fecondazione in vitro è una forma di eugenetica. Facendo dei confronti con “Brave New World”, ritroviamo versioni della “stanza della fertilità” e della “sala di imbottigliamento”. Cosà verrà dopo, la “camera dei predestinati sociali”? Perché dico questo? Beh, per aumentare la possibilità di successo, la FIV comporta procedure diagnostiche e di screening per ottenere il “miglior” bambino. Ad esempio, gli spermatozoi vengono lavati per isolare il più sano e il più veloce e possono essere scelti a seconda del sesso desiderato per il bambino. Gli ovuli possono essere sottoposti a screening per controllare se ci sono anormalità cromosomiche. Inoltre, le cliniche che praticano la FIV possono usare la diagnosi genetica pre-impianto (DGP) per individuare le condizioni genetiche e le mutazioni cromosomiche (o anche i tratti indesiderati come il sesso del bambino). Nella DGP una o più cellule vengono rimosse dall’embrione in via di sviluppo per valutare il tratto “indesiderato”. Solo gli embrioni “sani” vengono trasferiti nella donna. Questo potrebbe essere un fatto interessante se si sta disperatamente tentando di concepire e se volete ottimizzare le probabilità di dare alla luce un bambino sano. Ma dovete riconoscere che, così facendo, state estirpando i bambini “indesiderati” nella ricerca di quello “perfetto”. Abbiamo un nome preciso per questo fenomeno quando sono coinvolti gli adulti – sia questa selezione basata sulla disabilità, sul sesso o sulla razza.

3. Non conosciamo gli effetti a lungo termine che la fecondazione in vitro può avere sulla salute dei bambini. Anche se la FIV è utilizzata dal 1978 e più di 5 milioni di bambini sono nati attraverso la fecondazione in vitro, non conosciamo pienamente gli effetti a lungo termine che la FIV o le procedure di screening potrebbero avere sulla salute dei bambini. Uno studio presentato all’American Academy of Pediatrics suggerisce che il rischio di difetti alla nascita per i bambini nati attraverso la fecondazione in vitro è aumentato. Altri rischi, accertati, connessi con la fecondazione in vitro sono gli alti tassi di prematurità e il basso peso alla nascita, soprattutto a causa della maggiore probabilità di nascite multiple.

4. Le probabilità sono contro di voi. Nonostante le promesse, la fecondazione in vitro non assicura il successo. Nel 2012, secondo le statistiche pubblicate dalla Society for Assisted Reproduction, solo il 35,9% dei cicli di fecondazione in vitro (che comportano il trasferimento di uno o più embrioni “freschi” in una donna) hanno determinato la gravidanza e solo il 29,4% dei cicli hanno comportato la nascita di un bambino vivo. Il tasso di successo differisce in base all’età della donna (i numeri per le donne oltre i 42 anni sono 8,6% e 3,9%) e se gli embrioni utilizzati sono “scongelati” o “freschi”.

5. Più di mezzo milione di embrioni congelati sono in deposito a causa della fecondazione in vitro. Per aumentare le possibilità di successo, più embrioni (fino a una dozzina) vengono creati in ogni ciclo di FIV, ma non né sicuro né efficace trasferirli tutti in una volta nella donna. Il risultato è che avanzano centinaia di migliaia di embrioni “non utilizzati”. Le coppie lottano su cosa fare con gli embrioni rimasti e, nei soli Stati Uniti, ci sono circa 500.000 embrioni crioconservati in attesa di una disposizione finale. Questa potrebbe includere un futuro trasferimento (sia per la madre sia per un’altra persona che cerca di rimanere incinta attraverso l’“adozione di embrioni”), la ricerca scientifica o la distruzione.

6. La FIV comporta una totale indifferenza per la vita umana.

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Tags:
bioetica
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