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La vera rivoluzione del Papa: l’attacco all’idolatria di mercato

Alexander Kalina
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Decreta il fallimento del sistema economico attuale

di Manuel Bru

Quando sento gli interpreti, ritenuti ufficiali o esperti in materia, parlare dell’impatto che sta avendo il nuovo pontificato sia all’interno della Chiesa sia sulla sua immagine esterna, agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e globale, mi sorprende l’importanza che si dà al rapporto di continuità e novità, senza prendere in considerazione un approccio dialettico, poiché tale rapporto si verifica ogni volta che un qualsiasi essere umano succede ad un altro nel ricoprire una carica istituzionale basata sulla lealtà.

A mio modesto parere, la cosa importante non è se questo nuovo pontificato sia rivoluzionario o no, come non è importante essere colpiti dall’uso del termine “rivoluzionario” (se crediamo che il Vangelo non esaurisca mai il suo potenziale rivoluzionario) o consacrare questo termine come l’unico in grado di esprimere il fatto che questo Papa sta mettendo in atto una profonda riforma della Chiesa, atto inseparabile dal suo modo di affrontare il rapporto con il mondo perché – come diceva il beato Giovanni Paolo II – il centro della Chiesa risiede nelle sue frontiere con il mondo.

Invece mi pare evidente, ma non per questo temuto o timidamente omesso, che vi sia una notevole franchezza nel magistero di Papa Francisco, cosa molto più rilevante della novità dei suoi atti.

Un coraggio nel parlare che non si era mai visto fino ad ora, sia nella forma che nella forza dei contenuti, le verità dirette come pugni, ad esempio nel campo della Dottrina Sociale della Chiesa, che d’ora in poi richiederà tutta una serie di sfumature molto ben utilizzate dai cattolici ideologizzati dal liberalismo economico e dall’etica consequenzialista, offensive eresie che continuano a dominare il linguaggio dell’opinione pubblica cattolica del XXII secolo.

La preoccupazione è che questo Papa ha messo in evidenza come mai in precedenza il divario che si apre tra coloro che credono che la considerazione della dignità umana di una persona cambi a seconda dei “permessi” che si hanno nel portafogli, o che per trovare lavoro bisogna semplicemente far parte del sistema.

Il Papa continua a dire il contrario: il sistema economico di mercato è idolatra e il migrante sub-sahariano che cerca di entrare illegalmente in Europa, oltre ad essere vittima dell’abituale mancanza di solidarietà, non perde neanche un briciolo dei suoi diritti e non si deve agire su di lui come fosse un assassino che minaccia la vita degli altri, bisogna invece considerarlo come un uomo disperato che sta minacciando solo le nostre ossessive sicurezze.
 

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