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Come e perchè si diventa cristiani

Corinne MERCIER/CIRIC

<span class="standardtextlabel">L&eacute;gende:</span> <span class="standardtextnolink">13 ao&ucirc;t 2011: Spectacle de Robert HOSSEIN &quot;Une femme nomm&eacute;e Marie&quot;, pr&eacute;sent&eacute; sur l&#039;esplanade du Rosaire, sanctuaires de Lourdes (65), France.<br /> <br /> August 13th, 2011: Robert HOSSEIN&#039;s show &quot;Une femme nomm&eacute;e Marie&quot;, presented on the esplanade of the Rosary, the sanctuaries of Lourdes (65), France.</span>

Dimensione Speranza - pubblicato il 17/03/14

L’ambito però più ampio del male è quello inconsapevole, dipendente dalla nostra insufficienza e dai nostri limiti. Anch’esso richiede processi di riconciliazione e consente il recupero. In ambito spirituale infatti è sempre possibile il ricupero redentivo del passato sia a livello personale che a livello sociale e umano. Vi sono mali che popoli interi hanno compiuto coinvolti nella stessa avventura della storia. Processi storici con conponenti negative che al momento non possono essere superate, richiedono impegno di riconciliazione nelle generazioni successive. Oggi siamo chiamati a convertirci per i mali delle generazioni precedenti, come dobbiamo convertirci per i mali personali del nostro passato, di cui non eravamo sempre consapevoli e responsabili. La riconciliazione è una delle esperienze più significative del cammino di fede cristiana.

Dottrina conseguente

Un elemento molto significativo è la formulazione della dottrina come interpretazione della fede. Dire la propria esperienza di fede non è solo in funzione della testimonianza bensì anche della stessa vita di fede. Le formule del passato non sono sempre sufficienti per interpretare ed esprimere l’attuale esperienza di fede. Esse infatti sono nate in un orizzonte culturale molto diverso dal nostro. Ora l’esperienza di fede non può essere detta con modelli culturali opposti a quelli della vita quotidiana. L’attuale situazione impone al credente di saper formulare e analizzare criticamente di fronte al mondo la propria esperienza utilizzando i modelli linguistici e i paradigmi di pensiero del suo tempo e immergendosi interamente nella cultura degli uomini ai quali intende parlare.

Questo problema è stato avvertito con chiarezza dal Concilio. Nella Gaudium et spes i Padri conciliari hanno riconosciuto che: «II presente turbamento degli animi e la trasformazione delle condizioni di vita si collegano con una più radicale modificazione che sul piano della formazione intellettuale dà un crescente peso alle scienze matematiche, fisiche e umane, mentre sul piano dell’azione si affida alla tecnica, originata da quelle scienze». Questa caratteristica della nostra cultura avrebbe provocato, a loro giudizio, «un formidabile complesso di problemi» che avrebbero richiesto «analisi e sintesi nuove» (5).

Per questo essi hanno inteso «armonizzare la conoscenza delle nuove scienze, delle nuove dottrine e delle più recenti scoperte con la morale e il pensiero cristiani» e hanno invitato i teologi «a sempre ricercare modi più adatti di comunicare la dottrina cristiana agli uomini della loro epoca» (GS 62). Nello stesso tempo hanno rivolto a tutti i fedeli la raccomandazione a vivere «in strettissima unione con gli uomini del loro tempo» e a «penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, di cui la cultura è l’espressione»(62).

Se le comunità ecclesiali non formulano nuove risposte, se non offrono modelli per inventare nuovi simboli religiosi, esse resteranno ai margini dei processi storici e non sapranno formulare in modo efficace la propria esperienza di fede. Il problema dell’armonizzazione culturale non è
solo una questione ermeneutica; come esprimere la fede nel contesto attuale; bensì anche una questione vitale e pastorale: come vivere e testimoniare l’efficacia salvifica del Vangelo. Non si tratta di assumere tutte le conclusioni della scienza, perché molte sono oggi irrilevanti nei confronti della dottrina della fede, ma si tratta di entrare nello stesso orizzonte culturale, di utilizzare il medesimo linguaggio per capire la propria esperienza, per farsi capire e per capire gli altri.

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Tags:
cristianesimotestimonianze di vita e di fede
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