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Le due donne di papa Francesco

© Andrew Medichini/AP

Rosario Carello - Edizioni San Paolo - pubblicato il 09/03/14

La nonna Rosa, da cui riceverà il primo annuncio cristiano e la mamma Regina, da cui apprese l'amore per l'opera

Un giorno Papa Francesco, parlando di nonna Rosa, ha detto: “Ho ricevuto il primo annuncio cristiano da questa donna: da mia nonna! E’ bellissimo questo: il primo annuncio in casa, con la famiglia!”.[1] Ogni parola che diceva sulla nonna gli scatenava un sorriso e negli occhi gli leggevo il profilo di quella donna straordinaria, a cui Bergoglio deve tutto.

Sì, perché il primo annuncio l’avrà pure avuto in famiglia, come dice, ma evitiamo le generalizzazioni: l’ha avuto per voce e testimonianza di una persona precisa: una donna, la nonna. Non è un caso. “Questo mi fa pensare – ha detto – all’amore di tante mamme e di tante nonne nella trasmissione della fede. Sono loro che trasmettono la fede. Questo avveniva anche nei primi tempi, perché san Paolo diceva a Timoteo: ‘Io ricordo la fede della tua mamma e della tua nonna’. Tutte le mamme che sono qui, tutte le nonne, pensate a questo! Trasmettere la fede”. Una volta gli è stato chiesto come sarebbe una società solo al maschile. “Austera, dura e priva di sacralità”, ha detto[2]: non proprio una risposta commendevole per i maschietti.

E sulle donne, invece? Una buona sintesi del suo pensiero è questa: portano al mondo tenerezza e maternità. La donna accoglie la società, la contiene, la trasforma in comunità. Se esistesse un altro nome per la donna, questo potrebbe essere ‘dono’. E’ vero, sacerdote può diventarlo solo un uomo, come Gesù. Però – nota, citando un monaco del II secolo – sono al femminile tutte le grandi realtà del cristianesimo: la Chiesa, l’anima e ovviamente Maria, che nel cenacolo – è lui a parlare – ha un posto superiore agli apostoli. Tra i suoi collaboratori in curia, intanto, figuravano molti laici e tra loro non poche donne.

* * *

Di mamma Regina abbiamo parlato finora come di colei a cui Bergoglio non disse subito della vocazione. E’ la stessa che impiegò anni ad accettarla, quella vocazione. […] Regina è una donna molto bella. Rassicurante, solare, sorridente. Buona. Di origina italiana come papà Mario. E’ lei che ha trasmesso ai cinque figli l’amore per l’opera. Li riuniva intorno alla radio, anticipava le trame, spiegava i passaggi. Una cosa meravigliosa, la definisce Bergoglio. E c’era senz’altro il ricordo di mamma Regina in quel gesto che i suoi ragazzi del Colegio Maximo ancora ricordano, quando, sventolando i biglietti in mano, li accompagna a teatro per ascoltare (e far loro conoscere) i segreti dell’opera.


* * *

Con nonna Rosa Jorge cresce, mentre la mamma e il papà si prendono cura del secondo figlio, nato pochi mesi dopo di lui. Nonna Rosa era una donna di profonda spiritualità, capace di catturare l’attenzione dei nipoti parlando di Gesù e spiegando il catechismo. Il primo annuncio cristiano ricevuto dal Papa arriva da le, con gesti parole e devozioni.

Ogni anno il Venerdì Santo porta i nipoti alla processione delle candele e, alla comparsa della statua del Cristo morto fa inginocchiare i bambini e dice: “Guardate. E’ morto, ma domani risuscita!”. Quando Jorge decide di diventare sacerdote, la nonna finge di restare sorpresa, ma nel suo cuore aveva già capito tutto. Sono della nonna le parole che il Papa ancora oggi conserva nella Liturgia delle Ore; è lei a rassicurarlo negli anni del seminario, approvando la scelta, ma ricordandogli che la porta di casa è sempre aperta se deciderà di tornare indietro. E questo mentre la mamma era rimasta sostanzialmente chiusa in un mutismo di non accettazione.

————
1) Veglia di Pentecoste, 18 maggio 2013.
2) Così in Jorge Mario Bergoglio, Abraham Skorka, Il cielo e la terra (Mondadori).

[Estratto dal volume di Rosario Carello, "I racconti di Papa Francesco. Una biografia in 80 parole" (San Paolo)]

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papa francesco
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