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Legge elettorale e parità di genere: protestano le deputate di Montecitorio

AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO

ITALY, Rome : Newly-appointed Public Administration and Simplification Minister Marianna Madia (L), Maria Elena Boschi Minister for Relations with Parliament (2ndL), Education and Research Minister Stefania Giannini (2ndR) and Foreign Affairs Minister Federica Mogherini (R) attend a debate for a confidence vote at the Italian Senate on February 24, 2014 in Rome. Italian Prime Minister Matteo Renzi was nominated to be the European Union's youngest prime minister on February 17 and immediately outlined an ambitious reform plan, promising "energy, enthusiasm and commitment" to revitalise the eurozone's third largest economy. AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 07/03/14

Contrari all’ipotesi di cambiare la legge elettorale i vertici maschili di Forza Italia, alcuni dei quali si sono espressi in maniera fortemente negativa. Per il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti, la proposta rappresenta "un’assurdità. In un collegio ci può essere una donna bravissima che merita di essere capolista e in un altro collegio due uomini: perchè dobbiamo stabilirlo prima? Io sarei perchè ci fossero più donne o più uomini a seconda del merito" (Il Tempo.it 6 marzo).

Di contrario avviso i senatori del Pd che hanno inviato una nota chiedendo alle forze politiche di trovare un accordo: "sarebbe paradossale che misure per un’equa rappresentanza di genere tra gli eletti fossero contenute nelle leggi elettorali delle assemblee elettive a tutti i livelli di governo, tranne che nella normativa più importante, quella per l’elezione della Camera dei Deputati. Tanto più che dalla prossima legislatura essa sarà probabilmente l’unico ramo elettivo del Parlamento". Ancora "sarebbe inaccettabile se la nuova legge elettorale penalizzasse le donne, cioè la maggioranza del Paese; una mancanza così grave qualificherebbe la tanto attesa riforma come inadeguata e non europea" (Corriere della Sera.it 6 marzo).

La discussione sul testo della legge elettorale riprenderà alla Camera lunedì 10 marzo, con buona pace della Festa della donna dell’8 marzo che come avvertono i senatori del Pd nella nota – più che mai in questa circostanza rischia di rimanere "un appuntamento con la memoria vuoto e retorico".

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donnelegge elettoralematteo renziparita di generepolitica
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