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L’arcivescovo cattolico dell’Ucraina prega per la Crimea

Jacopo Romei
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Dopo le notizie sul dispiegamento di truppe russe nella penisola

Il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina (UGCC) ha rilasciato una dichiarazione il 28 febbraio, pregando per il popolo della Crimea e richiamando l’Ucraina all’unità mentre la Russia avrebbe, stando a quel che si dice, dispiegato truppe nella penisola.

"Tutta la famiglia dei fedeli dell'UGCC supplica il Signore compassionevole per la sua protezione e assistenza in modo da superare pacificamente il deterioramento della situazione in Crimea, e affinché l'unità del nostro Paese possa essere preservata”, ha detto l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk di Kyiv-Halyč.

Quello stesso giorno, uomini armati con indosso delle uniformi militari anonime avevano preso il controllo degli aeroporti della Crimea, del Palazzo del Parlamento e delle telecomunicazioni e televisioni pubbliche. I voli dagli aeroporti di Crimea erano stati bloccati a terra. Voci non confermate suggeriscono che la Russia abbia stanziato centinaia o addirittura migliaia di truppe in Crimea.

L’ ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha dichiarato che qualsiasi movimento di truppe russe in Crimea sta avvenendo sulla base degli accordi in vigore tra Mosca e Kiyv – nota anche come Kiev. La flotta russa Black Sea è di base in Crimea nella città di Sebastopoli. Oleksander Turchynov, presidente provvisorio dell'Ucraina, ha accusato la Russia di dispiegare le proprie truppe in Crimea con lo scopo di provocare un conflitto armato.

"I fedeli dell'UGCC pregano per l'esarcato di Krym e per la salvaguardia dell'unità dell’Ucraina", si legge in un comunicato della Chiesa greco-cattolica ucraina. "In questi giorni, preghiamo per la pace e la sicurezza di tutti i residenti della penisola di Crimea, in particolare il clero e i laici del nostro Esarcato di Krym".

L’Esarcato di Krym della Chiesa greco-cattolica ucraina è stato fondato solo due settimane fa, il 13 febbraio. Precedentemente unita all’Esarcato di Odessa, è adesso al servizio dei Cattolici ucraini in Crimea. Questi sviluppi all’interno della Chiesa greco-cattolica ucraina derivano da profonde transazioni politiche della nazione.

Le proteste a Kiev sono iniziate a novembre, quando il governo annunciò che non avrebbe firmato il principale accordo di partenariato economico con l’Unione Europea, preferendo l’accordo di salvataggio finanziario da 15 miliardi di dollari con la Russia. Decine di centinaia di contestatori si sono così riversati sulle strade di Kiev, occupando gli edifici del governo.

Le proteste sono proseguite per tutto febbraio, fino a che più di 80 persone sono state uccise – alcune da cecchini – nel corso delle proteste di piazza Maidan a Kiev. Il 21 febbraio, Viktor Yanukovych, l’allora presidente dell’Ucraina, ha lasciato Kiev; il giorno successivo, il Parlamento ha votato per rimuoverlo dalla propria carica. Il 23 febbraio Turchynov è stato nominato dal parlamento Presidente provvisorio.

Turchynov ha già annunciato il proprio desiderio di rafforzare i legami con l’Unione Europea, ed ha formato il governo il 27 febbraio con Arseniy Yatsenyuk nominato primo ministro. Le elezioni sono programmate per il 25 maggio.

Il presidente provvisorio ha subito messo in guardia contro i pericoli del separatismo, un rischio per l’area orientale ucraina a maggioranza russa, in particolare la Crimea. La Crimea è una penisola meridionale dell’Ucraina dove circa il 60% della popolazione è di etnia russa, e più del 50% parla il russo come prima lingua.

Il territorio è passato dalla Russia all’Ucraina nel 1954 sotto l’Unione Sovietica. Il 27 febbraio degli uomini armati hanno issato una bandiera russa sopra il Parlamento della Crimea senza incontrare resistenze, e in passato erano stati segnalati nella penisola altri scontri tra persone di etnia russa da una parte e Tartari e persone di etnia ucraina dall'altra.

Il 28 febbraio, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato: “siamo profondamente preoccupati per le notizie di movimenti militari da parte delle federazione Russa in Ucraina. La Russia ha un rapporto storico con l’Ucraina, che include legami culturali ed economici – e una struttura militare in Crimea. Ma qualsiasi violazione della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina sarebbe profondamente destabilizzante”.

“Gli Stati Uniti saranno al fianco della comunità internazionale sostenendo che qualsiasi intervento militare in Ucraina avrà delle ripercussioni”. Il 1 marzo, il Senato del Parlamento russo ha votato e approvato all’unanimità la presenza di forze militari russe in Ucraina, dopo la richiesta da parte del presidente Vladimir Putin di far tornare alla normalità la “straordinaria situazione in Ucraina”.

Turchynov ha dichiarato, sull'account Twitter del proprio partito, che la nazione “considera le azioni russe una diretta aggressione alla sovranità dell’Ucraina”.
 

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