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Il futuro ti angoscia? Meglio vivere il momento

Candida Performa
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Dio ci dà le forze per oggi, e per domani ce ne darà altre

di padre Carlos Padilla

Ogni giorno ha la sua pena, non dobbiamo angosciarci. Il Signore ci dice: “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt 6, 24-34).

L'incertezza è la nostra compagna di cammino. Tutti abbiamo un po' paura del futuro. Ci preoccupiamo, mettiamo da parte nel caso in cui dovessero mancarci le cose materiali, ci preoccupiamo per la malattia o la morte, o la vecchiaia. Ci fa paura perdere le facoltà, perdere il lavoro.

Gesù ci dice di vivere al massimo l'oggi. Ogni giorno ha il suo mistero, il suo affanno, la sua lotta, il suo dono, il suo segreto, la sua difficoltà. Dio ci dà le forze per oggi, e per domani ce ne darà altre.

Non ci lascerà mai, e ci chiede di consegnare quella paura per il futuro; di confidare, perché siamo suoi figli, più importanti per Lui di tutta la creazione. Gesù ci dice con tenerezza quanto Dio ci ama.

A volte smettiamo di vivere il presente perché ci affanniamo per le cose, ci angosciamo per il futuro, e il giorno di oggi ci sfugge. Se non vivo a fondo il giorno di oggi, se non mi dono totalmente, non potrò vivere intensamente il domani.

Tutti abbiamo paura, tutti abbiamo domande. Non sappiamo cosa accadrà domani. Ma questo è proprio ciò che possiamo donare: la nostra incertezza. Dio sarà sempre al nostro fianco.

Il nostro compito è amare oggi con tutte le nostre forze. Il nostro futuro è nel cuore di Dio. Ci chiede di riposare nelle sue mani. Sa che abbiamo paura e questa paura per Lui è importante. La accoglie come accoglie tutto ciò che è nostro, perché tutto gli interessa.

La sua tenerezza è infinita e ci chiede di non aver paura. Ce lo dice nella prima lettura di questa domenica: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Isaia 49, 15).

Dio non ci dimentica, ci ama follemente. Si abbassa e viene ad abitare nella nostra vita, nel nostro cuore ferito. Ci ama come siamo e non ci abbandona, perché gli importa di tutto ciò che facciamo e ci protegge nella nostra paura.

L'autentica felicità ce la dà il fatto di non angosciarci e di vivere il momento. Gesù ce lo ricorda: “Non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Gesù conosce le nostre angosce, le cose che ci preoccupano, le piccole cose della vita che ci tolgono la pace. Guarda il nostro cuore. Guarda con profondità e accoglie tutto ciò che c'è, anche quelle stupide angosce. Tutto ciò che ci riguarda lo interessa.

Molte persone gli avrebbero raccontato le proprie ferite, le paure, l'angoscia, le preoccupazioni, i sogni. Oggi vuole dare loro una parola di incoraggiamento, di speranza. Molti lo cercano portando con sé tutto ciò che li lega, che li inquieta e fa sì che la loro anima sia tormentata.

Gesù parla guardando il cuore, come fa sempre. Conosce le nostre preoccupazioni, a volte molto semplici, conosce le nostre paure, le nostre angosce, i nostri affanni. Davanti a Lui non dobbiamo sembrare perfetti, come se avessimo il dominio di tutto. Non c'è niente da nascondere, Egli sa tutto, ci comprende.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]
 

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