Aleteia logoAleteia logoAleteia
domenica 22 Maggio |
San Cristoforo Magallanes e compagni
Aleteia logo
Chiesa
separateurCreated with Sketch.

Padre Gumpel: “Gli ebrei italiani ringraziarono Pio XII per quanto aveva fatto”.

Rome synagogue dome view from the hill Aventine – it

Σπάρτακος

Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 10/02/14

Era chiaramente un’esagerazione dello stato delle cose, se non proprio una bugia. Fu questa a fermare Himmler?

Gumpel: Himmler, che di cose militari capiva poco, rimase così impressionato che immediatamente diede l’ordine di interrompere l’arresto degli ebrei. Ricordiamo che nei programmi delle SS c’era l’idea di arrestare 8.000 persone, e ne avevano arrestate 1259. Questa fu la soluzione di quel dilemma. Alla fine della telefonata, chiesi al generale Beelitz: “Posso usare questa testimonianza nella posizione per la causa di Pio XII?” Ricordiamo infatti che era stato lui che aveva mandato una persona di sua fiducia da Stahel, il Superiore Generale della Società del Divin Salvatore Pancrazio Pfeiffer, per chiedergli di fare tutto quello che poteva per fermare la persecuzione degli ebrei. E Reinhard Stahel aveva reagito in risposta a questa intercessione: questo lo sappiamo anche per la testimonianza diretta di un suo giovane ufficiale, Nicholas Kungel, che nel 2000 ha concesso alla KAN [Katolische Nachricthen Agentur] un’intervista in cui diceva che Sthael lo aveva inviato dall’ambasciatore presso la Santa Sede per provare fermare tutto. A questa richiesta l’ambasciatore aveva risposto “Non posso fare nulla!”, un’affermazione che aveva indignato il generale. Così, dopo aver ricevuto il messaggero inviato direttamente da Pio XII che lo pregava di fare qualche cosa, ha deciso di assumersi la responsabilità di mentire ad Himmler. Di mentire, certo, perché lui sapeva benissimo che non ci sarebbe stata nessuna sollevazione a Roma o a sud di Roma. Era una bugia per fermare le SS, che riuscì nel suo scopo. Poi però, quando Himmler capì di essere stato preso in giro, le 365 SS avevano già lasciato Roma. Così, naturalmente, si è vendicato. Per questo Stahel fu deposto e fu inviato in Russia, dove alla fine fu catturato e morì in un campo di concentramento sovietico per ufficiali tedeschi.

Fu un risultato importante dell’intercessione di Pio XII. Ci sono altri esempi del suo contributo durante la guerra?

Gumpel: Ho parlato con parecchi religiosi e con altre persone – ad esempio, per due volte anche con la principessa Pignatelli Cortes Aragon per sapere cosa si erano detti col papa – per conoscere le storie di tutti i sacerdoti che in quei mesi furono mandati in giro, in tutti i conventi, in tutte le istituzioni culturali di Roma, in tutte le parrocchie, per trasmettere l’ordine formale dato da di Pio XII: “aprite le vostre porte agli ebrei, dategli rifugio!”. Per quanto possiamo sapere, furono tra i 4.000 e i 5.000 gli ebrei che hanno trovato rifugio in queste istituzioni cattoliche per ordine diretto e personale di Pio XII. Questo l’ho saputo direttamente da parecchi di questi sacerdoti, ma ci sono anche le testimonianze scritte, sia da parte loro e che da parte di alcuni di quei conventi che servirono da rifugio. Va ricordato che Papa Pacelli non solo li ha salvati, ma ha anche provveduto a loro. Ricordiamo che tutto il cibo era razionato – eravamo alla fine della guerra – e per questo lui inviava in giro macchine e furgoncini per portare del cibo per questi ebrei. I conventi chiaramente non avevano abbastanza da mangiare, si privavano loro del proprio cibo, ma non bastava. Inoltre, Pio XII ripeteva ai sacerdoti e ai frati di evitare anche qualsiasi tentativo di convertirli alla fede cattolica. Così molti si sono salvati.

E gli ebrei che si sono salvati hanno mostrato della gratitudine?

Gumpel: Nel 1946, dunque dopo la fine della guerra, ci fu il primo raduno di tutte le delegazioni di Ebrei da tutta l’Italia, qui a Roma. In quell’occasione, essi mandarono un messaggio commovente di ringraziamento a Pio XII per tutto quello che ha fatto per salvare migliaia di loro, e fecero collocare una lapide di marmo nella quale questo messaggio era scolpito; in seguito la lapide fu rimossa, ma ne esistono fotografie di prima che fosse distrutta. Io sono andato lì in Via Tasso a chiedere: perché è scomparsa questa lapide? La risposta è stata: “Mah, sa, dovevamo fare ristrutturazioni” ma io sono convinto che c’erano altri motivi dietro che non potevano e non volevano dire. Va bene, ho preso atto di questa situazione.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
padre peter gumpelpapa pio xiishoah
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni