Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 26 Novembre |
Santa Caterina d'Alessandria
home iconStile di vita
line break icon

"Io accolgo te" e non "io prendo te"

© Louise ALLAVOINE/CIRIC

Dimensione Speranza - pubblicato il 05/02/14

È un sì detto alla vocazione che Dio affida ai coniugi nella Chiesa e nel mondo, un sì al Dio della vita

di Luca Tosoni

«Io, prendo te come mio sposo/a e prometto di esserti fedele sempre….. Nel pronunciare questo gli sposi decidono liberamente di accogliere per prima cosa un dono che proviene da Dio, che dobbiamo accogliere e custodire, ma in realtà significa anche fare spazio ad un altro/a nella nostra vita abbandonando la pretesa di conquistarlo e possederlo.


Quando mi sono sposato con mia moglie Patrizia la formula matrimoniale era: «Io, prendo te come mio sposo/a e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti per tutti i giorni della mia vita». Oggi, quel «prendo» che rischiava di confondersi con qualcosa che carpisco, che pretendo, è stata sostituito con «accolgo». Nel pronunciare questo gli sposi decidono liberamente di accogliere per prima cosa un dono che proviene da Dio, che dobbiamo accogliere e custodire, ma in realtà significa anche fare spazio ad un altro/a nella nostra vita abbandonando la pretesa di conquistarlo e possederlo. Quel giorno, però, che abbiamo celebrato il nostro amore abbiamo anche deciso di farlo «nel Signore». Nella formula, oltre a quella umana, è insita un’altra scommessa. Ogni amore, ciascun amore, questo amore, divengono «sacramento». Gesù scende verso questa realtà per assumerla. Nell’amore umano s’innesta l’amore di Dio per l’umanità, di Cristo per la sua Chiesa. È un sì degli sposi detto non solo al cospetto di Cristo, ma a Cristo, ed è un sì di Cristo detto agli sposi. Il sì detto è un sì detto a Dio e al suo progetto creativo originario sul matrimonio. È un sì detto alla vocazione che Dio affida ai coniugi nella Chiesa e nel mondo, un sì al Dio della vita.

Quel giorno ci siamo promessi di impegnarci in una relazione unica, insostituibile, senza equivalenti. Ci siamo impegnati ad accogliere tutto l’altro, non una parte. Non quando tutto va bene, quando i rapporti sono distesi e gioiosi. Abbiamo promesso di sposare gli alti e i bassi, i momenti di slancio e i momenti di pausa, gli invecchiamenti e i rinnovamenti dell’altro. Per questo è importante rifuggire da una cultura che sembra ridurre la sponsalità ad uno status giuridico, dimenticando la qualità di una relazione oblativa che è sempre disposta a rinnovarsi e a migliorare. Scrive il filosofo R. Mancini:

«Nella logica della gratuità, l’elemento primario è la scelta degli sposi di amarsi per sempre, riconoscendo l’uno nell’altro un valore originale e insostituibile. Tale scelta si fa strada, giorno per giorno, nell’imparare ad essere per l’altro, in una dinamica relazionale fatta di stima di dialogo, di progetti, di tensioni accettate e gestite insieme, di sessualità, di condivisione dell’intera esistenza. L’orientamento di ciascuno sta nel volere la felicità dell’altro a partire dalla sua libertà. La continuità nel tempo della scelta coniugale non è tanto l’ossequio ad un dovere morale o ad un contratto, quanto il rinnovarsi dell’amore per l’altro nel suo essere proprio così, ossia, in ultima istanza, nel suo mistero».

Il mistero profondo di questo cammino affascinante e misterioso, che supera la stessa intelligenza, è descritto nel libro dei Proverbi (30,18-19). In questo proverbio l’anonimo autore canta il suo stupore davanti all’incomprensibilità dell’amore di un uomo e di una donna. Egli non vuole dare spiegazioni e neppure si tortura per la sua ignoranza. Si meraviglia e canta l’inesplicabile.

«Tre cose ci sono che mi superano e una quarta che non comprendo: il cammino dell’aquila nell’aria,


il cammino del serpente sulla pietra,


il cammino della nave per il mare,


il cammino dell’uomo nella fanciulla».

  • 1
  • 2
Tags:
coppiafedeltamatrimonio
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Paola Belletti
Lucia Lombardo, dall'esoterismo alla fede in ...
COUPLE
Juan Ávila Estrada
Matrimonio: voglio amare il mio coniuge, ma n...
WSZYSTKICH ŚWIĘTYCH
Gelsomino Del Guercio
8 modi per aiutare e liberare le anime del Pu...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
WOJTYLA
Teologia del corpo and more
La vera rivoluzione sessuale fu quella del ve...
KONTEMPLACJA
Mercedes Honrubia García de la Noceda
Accetto la separazione con speranza, per amor...
Gelsomino Del Guercio
Il Papa donò un rosario a Maradona. E lui dis...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni