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In migliaia difendono lo status della Santa Sede all’ONU dagli attacchi

Thousands Defend Holy Sees UN Status Against Attacks Wendy – it

Wendy

Catholic News Agency - pubblicato il 27/01/14

Una dichiarazione spiega che il “servizio disinteressato e non fazioso” della Santa Sede è “sempre stato apprezzato dagli Stati membri delle Nazioni Unite”

I cattolici si sono uniti ai membri di altre fedi per sostenere lo status della Santa Sede di osservatore permanente alle Nazioni Unite contro un gruppo di sostenitori dell'aborto che cercava di estrometterla dall'organizzazione internazionale.

“Lo status speciale della Santa Sede le permette di favorire il dialogo genuino, di promuovere la soluzione pacifica dei conflitti e di fare appello al di là dei meri interessi territoriali degli Stati alla coscienza dei loro leader”, afferma una dichiarazione e petizione a sostegno della presenza della Santa Sede nella diplomazia internazionale.

La dichiarazione spiega che il “servizio disinteressato e non fazioso” della Santa Sede è “sempre stato apprezzato dagli Stati membri delle Nazioni Unite”.

“Ci uniamo agli Stati membri nella gratitudine per la testimonianza morale e spirituale della Santa Sede alle Nazioni Unite”, prosegue il testo. “Il mondo sarebbe ben più povero se la voce della Santa Sede all'ONU venisse messa a tacere. Speriamo che quel giorno non arrivi mai”.

La dichiarazione è stata lanciata dal Catholic Family and Human Rights Institute il 17 gennaio, e tre giorni dopo aveva già raccolto oltre 3.000 firme.

Austin Ruse, presidente dell'Istituto, ha affermato che la petizione è una risposta agli sforzi per estromettere la Santa Sede dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La Santa Sede è la coscienza dell'ONU. È l'unica delegazione che nel negoziare non segue considerazioni politiche. Negozia solo in base ai principi fondamentali”, ha spiegato.

Elaborata dal docente della Princeton Law School Robert P. George e da William Saunders di Americans United for Life, la dichiarazione sottolinea che la Santa Sede lavora nel campo diplomatico dal IV secolo. Attualmente ha relazioni diplomatiche con 177 Nazioni.

Il testo accusa gli oppositori della presenza vaticana all'ONU di non gradire la “decisa difesa della santità della vita umana e della dignità inviolabile della famiglia” espresse dalla Santa Sede. “Alcune organizzazioni, nel nome di una falsa 'liberazione', cercano di minare le verità fondamentali relative alla natura della persona umana e della famiglia. Nel nome di una falsa dottrina dei diritti umani, negano ciò che rende gli uomini realmente umani e violano i veri diritti umani”, afferma.

Il gruppo di sostenitori dell'aborto “Catholics for Choice” si oppone da tempo allo status di osservatore permanente della Santa Sede. I vescovi statunitensi hanno avvertito che questo gruppo “non è un'organizzazione cattolica” e promuove idee “contrarie all'insegnamento della Chiesa”.

Il presidente del gruppo, John O’Brien, ha usato la recente partecipazione dei rappresentanti della Santa Sede a una riunione del Comitato ONU sui Diritti del Bambino per criticare la missione dell'osservatore permanente, sostenendo che la Santa Sede “inspiegabilmente… continua a godere dei privilegi di uno Stato all'ONU”.

“La Santa Sede non ha diritto a un seggio all'ONU e non dovrebbe firmare questi trattati e queste convenzioni”, ha dichiarato il 16 gennaio.

I rappresentanti della Santa Sede alla riunione hanno condannato la violenza contro i bambini e il loro sfruttamento, affermando che il Vaticano negli ultimi anni ha reso la difesa dei bambini una “priorità”.

I firmatari della petizione hanno deplorato gli sforzi per porre fine allo status di osservatore permanente della Santa Sede, dicendo che questi gruppi vedono il Vaticano come “un ostacolo ai loro obiettivi di riorganizzare l'umanità e di rivedere le concezioni morali fondamentali”.

“Anche se molti di noi non condividono o promuovono le posizioni della Chiesa cattolica, siamo uniti nel sostenere il ruolo della Santa Sede come osservatore permanente presso le Nazioni Unite”, si legge nel documento.

Una dichiarazione simile è stata diffusa nel 2000, ottenendo il sostegno dei cattolici ma anche di gruppi protestanti e musulmani.

Ruse ha esortato i sostenitori della presenza della Santa Sede all'ONU a firmare la petizione e a chiedere ad altri di fare lo stesso.

I firmatari verranno presentati ai rappresentanti della Santa Sede a New York, Ginevra e Roma prima della fine del 2014.

Per la petizione visitate questo sito: www.defendtheholysee.org

[Traduzione a cura di Aleteia]

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