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Le donne nella Chiesa sono il vento

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La donna non ha bisogno di sacerdozio o porpora cardinalizia: è l’enciclica che Dio ha regalato a tutta l’umanità

Questa complementarietà è fondamentale. Quando Dio crea l’uomo a sua immagine la Genesi non dice né che lo fa intelligente, né che lo dota di anima, di volontà. Non dice niente di tutto questo. Dice solo maschio e femmina. Giovanni Paolo II chiedeva ai suoi più stretti collaboratori quante volte al giorno leggessero quel passo. “Dovete farlo, più e più volte ogni giorno, perché lì c’è tutta la verità sull’uomo”. Questa complementarietà è essenziale, e, a volte poco ascoltata nella Chiesa, potrebbe forse segnare il passaggio a una nuova stagione: da una chiesa cristologica a una chiesa trinitaria. La donna, esperta di maternità, di vita, di sofferenza, è dentro la realtà in modo viscerale. C’è una particolare connivenza tra lei, che è messa di fronte ai misteri più gravi della vita, e lo Spirito datore di vita e consolatore. La donna lotta per l’uomo, per la sua salvezza, è per lui come uno specchio positivo che gli mostra il bene e il bello possibili. È predisposta al dono di sé, e infatti si realizza quando può donarsi, che sia a dei figli di carne o no.

Se il messaggio di Gesù è dare la vita, l’unica gara lecita tra uomo e donna è sul dare la vita o lavare i piedi. Ben strana gara questa. Questo è il tipo di emancipazione su cui sarebbe bene riflettere. Questa è la complementarietà che trasforma i problemi in occasioni di novità (a patto che non debba essere io a capire come).

fonte: Il Foglio

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