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La difesa dei bambini: una priorità per la Santa Sede

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Emanuele D'Onofrio - Aleteia Team - pubblicato il 16/01/14

Presentato a Ginevra il rapporto del Vaticano sull’applicazione della Convenzione sui diritti del Fanciullo

Le delegazioni internazionali nella sede svizzera delle Nazioni Unite erano diverse, e sicuramente il documento presentato da Monsignor Silvano Maria Tomasi era tra i più attesi.

Da quando nel 1990 la Santa Sede, uno degli Stati pionieri in questo, ha ratificato la Convenzione sui diritti del Fanciullo (Crc), questo è il terzo Rapporto che il Vaticano presenta – procedura richiesta a turno a tutti gli Stati – per rendere conto dei progressi e delle iniziative assunte in difesa del mondo dell’infanzia. “In questa sessione del Comitato sulla convenzione, la numero 65, è in programma l'esame dei rapporti sull'applicazione nei singoli stati della convenzione per quanto riguarda Russia, Germania, Santa Sede, Portogallo, Congo e Yemen” (Avvenire, 16 gennaio).

Ribadendo come questa sia una priorità per la società contemporanea e per la Santa Sede, mons. Tomasi ha ricordato le politiche e le procedure assunte per combattere gli abusi e per affrontare, insieme alle vittime e alle loro famiglie, l’impatto traumatico che questi hanno prodotto. “Tre i livelli dell’azione di contrasto della Santa Sede a piaghe come la pedofilia: l’azione nel territorio dello Stato della Città del Vaticano, dove è stata varata una ‘legislazione speciale’ a riguardo, i protocolli internazionali ratificati e le ‘linee guida’ per ‘facilitare il lavoro delle Chiese locali nello sviluppare effettive misure all’interno della loro giurisdizione e in conformità con la legislazione canonica’. Le Chiese locali, ‘tenuto conto delle leggi in atto nei loro rispettivi Paesi’, hanno a loro volta ‘sviluppato linee guida e monitorato la loro applicazione con lo scopo di prevenire ogni ulteriore abuso e di affrontarlo tempestivamente’. Tutto ciò, per monsignor Tomasi, rende la Chiesa cattolica ‘un esempio di buona pratica’ nel contrasto agli abusi sessuali commessi dal clero ‘o da altro personale ecclesiastico’” (AgenziaSir, 16 gennaio).

Il documento presentato oggi rispondeva anche alle domande che il Comitato del Crc di Ginevra aveva posto alla Santa Sede nel 2011, in occasione della presentazione del Secondo Rapporto. Monsignor Tomasi ha voluto sottolineare oggi come l’impegno su questi temi sia stato costante, sia da parte di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, e che continui ancora oggi. “Il rappresentante vaticano ha poi ricordato che a dicembre scorso Papa Francesco ha deciso di istituire una commissione ‘ad hoc’ per la prevenzione della pedofilia del clero. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, da parte sua, ha ricordato, alla Radio vaticana, le frequenti immagini di Papa Francesco con i bambini, per domandare: ‘Quale Capo dei 193 ‘Stati parte’ della Convenzione sui diritti del fanciullo è un testimonial così efficace e un invito così forte all’amore per i bambini, non solo per i suoi connazionali, ma per tutti nel mondo?’” (Vatican Insider, 16 gennaio).

In risposta all’atteggiamento critico mostrato da parte di alcune associazioni di difesa delle vittime della pedofilia, il rappresentante vaticano, accompagnato tra gli altri da monsignor Charles J. Scicluna, oggi vescovo ausiliare di Malta ma in passato, con Benedetto XVI, promotore di giustizia (procuratore generale) sui casi di pedofilia alla congregazione per la Dottrina della fede, ha voluto precisare in un’intervento a Radio Vaticana, ‘che le critiche sono facili a farsi, alle volte hanno qualche fondamento reale; qualsiasi crimine è un male ma quando ci sono bambini coinvolti diventa ancora più grave’, ma ‘l’accusa alla Santa Sede che avrebbe ostacolato l’attuazione della giustizia, mi sembra essere un po’ campata in aria” (Radio Vaticana, 16 gennaio).

Tags:
vaticano
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