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Le 5 chiavi per capire Papa Francesco

AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

CITE DU VATICAN, Vatican City : Pope Francis delivers his traditional Christmas "Urbi et Orbi" blessing from the balcony of St. Peter's Basilica on December 26, 2013 at the Vatican. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Jesús Colina - Aleteia Team - pubblicato il 31/12/13

Una analisi degli elementi del cosiddetto “effetto Francesco”, a voi trovare gli altri

Ad inizio dell'anno 2013 nessuno poteva immaginare che in questo stesso anno il Papa Benedetto XVI annunciasse la sua rinuncia e che gli succedesse un Papa proveniente dal continente americano, eletto uomo dell'anno da Time e Facebook, in testa alla lista di temi più popolari in quell'anno.

In qualcosa di poco più di nove mesi, il cardinale Jorge Bergoglio, che pensava al suo ritiro a 76 anni, arrivò da Buenos Aires con biglietto di andata e ritorno, si è trasformato nel personaggio più influente del pianeta.
Un sondaggio realizzato in inglese e spagnolo negli Stati Uniti, edito lo scorso 11 dicembre per il Washington Post ed ABC News, constata che l'opinione pubblica in quel paese non aveva avuto mai una visione tanto positiva della Chiesa cattolica: il 62 percento degli statunitensi non cattolici hanno una visione favorevole del Papa.

Che cosa ha fatto questo Papa per conquistare il cuore di tanti milioni di persone? Alla fine dell'anno 2013 arriva il momento di ricordare i momenti significativi che permettono di rispondere a questa domanda. Probabilmente mancano elementi di risposta, a voi aggiungerli nel riquadro dei commenti alla fine di questo articolo.

1. L'elezione
Nella notte del 13 di marzo, l'elezione del Papa Francesco si trasformò in uno degli eventi planetari dell'anno 2013, come documenta Twitter: l'annuncio della sua elezione ha generato nel mondo più di 130.000 tweets al minuto.
L'inaspettato Papa ha conquistato in pochi secondi cattolici e non cattolici col nome eletto (Francesco) come il "poverello" di Assisi, con la semplicità delle sue parole, ha comunciato con un "buona sera", saluto insolito in un Papa, e per l'umiltà: prima di impartire la sua benedizione ha chiesto in silenzio una preghiera per il suo ministero.

2. Lo stile
Il Papa non ha conquistato i cuori con quello che ha detto o fatto, bensì piuttosto con la maniera in cui l'ha detto e fatto. Il suo stile è la differenza. È un stile fatto di gesti inaspettati in un Vescovo di Roma, ma profondamente concordi con l'essenza del suo ministero.
Il giorno dopo della sua elezione, pagò personalmente la residenza religiosa di Roma nella quale era alloggiato nei giorni precedenti al conclave. La decisione di vivere nella residenza del Vaticano, gli ha permesso di mantenere un contatto giornaliero con pastori e fedeli di tutti i continenti. Le sue chiamate per telefono a persone che gli scrivono chiedendo aiuto hanno creato una vera relazione tra il Vescovo di Roma ed i fedeli.

Lavando i piedi di una giovane musulmana imprigionata, ha mostrato meglio che con mille parole il senso del dialogo interreligioso il giovedì Sacro. La capacità di intavolare un'intensa relazione, in pochi secondi, coi malati, bambini, poveri, bisognosi che partecipano alle udienze generali fa di ogni ritrovo pubblico una sorpresa.
La gente rimane toccata perché in questi gesti non vedono teatro: vedono un uomo che vive quello che dice e che dice quello che vive.

3. Uomo di Dio
Precisamente dietro questi gesti, l'opinione pubblica, ed in particolare i credenti, scoprono l'autentico segreto di Francesco: è un uomo di Dio. Un uomo di Dio non è qualcuno che si allontana dal mondo o che lo respinge: al contrario, è qualcuno che vive tra i suoi fratelli per trasformarsi in carezza di Dio per essi.
Questa dimensione di Francesco nasce dalla sua vita di discorso. Il suo spirito mistico rimane specchiato eloquentemente il venerdì Sacro, quando si prostrò totalmente per terra per adorare alla Croce di Cristo.
Coloro che assistono le mattine alla messa giornaliera che celebra nella sua residenza in Santa Marta vedono in lui un "uomo di Dio". L'omelia che pronuncia senza fogli in quelle mess si trasformano in motivo di meditazione quotidiano per milioni di persone che leggono la sintesi in rete. In questo modo, senza volerlo, Francesco si è trasformato in un mistico del secolo XXI nelle reti sociali: con immagini colorite, come buon argentino, riesce a spiegare le più profonde verità di fede e vita.

4. Il suo programma
Il programma pastorale di questo Papa si basa su tutti questi gesti ed eventi. Rimane già sintetizzato prendendo il suo nome come pontefice. Il cardinale francescano brasiliano Claudio Hummes, si trovava insieme a lui durante l'elezione nella Cappella Sixtina. “Non ti dimenticare i poveri", gli disse. Jorge Bergoglio pensò spontaneamente allora al nome di Francesco come il suo miglior programma di pontificato: povertà evangelica.
L'umiltà lo portò a prendere una decisione insolita: la sua prima enciclica, il documento col quale i Papi normalmente espongono il proprio programma pastorale, non la scrisse da solo. Piuttosto decise di basarsi sull'enciclica che aveva già redatto Bendetto XVI, "Lumen fidei", La luce della fede, e che era rimasto inedita.
E tornò a sorprendere con l'esposizione in maniera dettagliata i punti fondamentali del programma pastorale del futuro del suo pontificato nell'esortazione apostolica "Sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale", firmata il 24 novembre, la "Evangelii Gaudium", L'allegria del Vangelo. In questo documento apre per la Chiesa "una nuova tappa evangelizzatore segnata per l'allegria."

5. I suoi viaggi
Infine, non sarebbe possibile spiegare il "effetto Francesco" senza i suoi viaggi. Sta viaggiando meno di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II, ha realizzato tre viaggi dentro l'Italia e solamente uno all'estero, ma il suo impatto è stato molto forte. Il suo primo viaggio, l'8 Luglio, ebbe come obiettivo Lampedusa, l'isola italiana che raccoglie tutti gli anni centinaia di cadaveri di persone che si sono gettati alla mare, dalle coste africane, fuggendo dalla violenza o semplicemente in ricerca di un futuro degno.

Ma il suo stile pastorale è rimasto marcato soprattutto per la visita al Brasile dal 22 al 29 di Luglio di 2013. La Giornata Mondiale della Gioventù, secondo Twitter, è stato uno degli eventi mondiali con maggiore engagement in quello mese. I tre milioni di giovani convenuti a Copacabana compresero che non c'è miglior squadra di quella che possono creare insieme giocando per Dio.
La luna di miele di questo pontefice coi giornalisti sembrava che durasse, come di abitudine, circa cento giorni. La conferenza stampa di ritorno del Brasile era l'opportunità per tendere trappole al nuovo Papa. Le risposte del pontefice furono tutta una valanga di confidenze e verità sorte del cuore. La sua dichiarazione sulle persone omosessuali si trasformò in una delle frasi più citate nella storia di Internet: "Se una persona è gay e cerca al Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?".
I giornalisti rimasero confusi. Bergoglio aveva superato le sue trappole. Finiva egli stesso facendosi le domande che i cronisti non osavano esporre. Il suo stile ha fatto sì che il Parlamento Europeo gli tributasse il titolo di "Comunicatore" dell'anno. Tutto un paradosso se si tiene in conto che di ritorno dal Brasile il Papa spiegava così perché normalmente non concedeva interviste: "Veramente non concedo interviste, ma perché non so, non posso, è così. Non mi risulta facile farlo"

Queste sono le cinque chiavi che, dal mio punto di vista, spiegano il "effetto Francisco." Sicuramente mi sono stato scappati elementi importanti. Voi potete scrivere nel riquadro dei commenti gli elementi che possono mancare, in che cosa non è d'accordo, o semplicemente le vostre reazione davanti alla figura di questo Papa.

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