Padre Occhetta ragiona sul significato reale della bellezza che deve essere sempre accompagnata dalla Grazia
Padre Occhetta ragiona sul significato reale della bellezza che deve essere sempre accompagnata dalla Grazia
Dostoevskij diceva: “Il mondo sarà salvato dalla bellezza”. È vero, purtroppo però vale anche il suo contrario: il mondo può anche essere ingannato e tradito dalla bellezza. Come mai, la bellezza – che insieme alla bontà e alla verità – è un attributo di Dio, tanto spesso si trasforma in una trappola mortale e diventa causa di delitti o di lacrime? Perché tante personificazioni della bellezza, a cominciare dalla bella Elena di Troia, sono state causa di lutti e tragedie immani; o ancora perché i tanti miti della bellezza si sono poi suicidati?
Esistono tre specie di bellezza: la bellezza fisica o dei corpi, la bellezza intellettuale o estetica e la bellezza morale e spirituale. Tra un piano e il successivo c’è sempre un abisso. La bellezza fisica, essendo legata alla materia, è aleatoria. Può esserci per un tempo, ma poi la malattia o la vecchiaia la trasformano e la riducono. Si tratta di una bellezza fallace perché crea l’illusione, di essere eterna, inalterabile, sufficiente a se stessa. Tutto questo lo sappiamo è una menzogna.
Nella Scrittura, per esempio la bellezza di Maria si colloca sul terzo piano, quello della santità e della grazia. Maria è bellezza esteriore, ma anzi più ancora bellezza interiore, fatta di luce, di armonia, di corrispondenza perfetta tra la realtà e l’immagine che Dio aveva nel creare la donna. La Chiesa dice che Maria è Eva in tutto il suo splendore e perfezione, per questo i padri della Chiesa la chiamano la “nuova Eva”.
Il tempo di Avvento ci ricorda che la bellezza non va disprezzata, il Cantico dei Cantici celebra la bellezza della sposa e dello sposo con un entusiasmo insuperato e senza complessi. Anch’essa è creazione di Dio, anzi il fiore stesso della creazione materiale. Tuttavia questo tempo è la memoria di una bellezza che non può essere abbassata al rango di bellezza puramente animale, ridotta ai sensi, a strumento di seduzione, a sex appeal. Sarebbe infatti disumanizzarla. Un culturista o una Miss Italia senza niente nella testa e nel cuore diventano noiosi e banali. Per essere pienamente una bellezza “umana”, si deve riflettere un’anima e uno spirito che la illuminano.
Ecco le persone davvero belle, sono persone “graziate” e “graziose”; graziate perchè si sanno accolte, amate, perdonate dopo aver fatto esperienza di Dio; graziose perché irradiano vita, luce, speranza, energia, sorriso! Questa è l’opera della “grazia divina” che la Chiesa celebra in Maria per aiutarci a vivere il nostro Avvento.Tratto dal blog di Francesco Occhetta