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L’assassino di mio fratello

© DR
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Un ritratto delle passioni più oscure di un fratello maggiore che dovrà imparare ad amare e farsi amare

Il libro di Gerardo Ferrara, si svolge in Galilea, all'inizio dell’era cristiana, lo spunto con il quale l'autore vuole raccontare questa storia è la famosa parabola evangelica del “figliol prodigo”. Nel libro “L'assassino di mio fratello” (Giovane Holden Edizioni, 16 euro) tuttavia al centro dell'azione c'è la storia, mai narrata, solo intuita, del fratello maggiore. E' la storia della ordinaria esistenza di Shimon, sconvolta dall’annuncio del suo fratello minore e amatissimo, David, di voler andare via di casa. Da quel momento, egli dovrà lottare costantemente contro sentimenti nuovi e sconosciuti: lussuria, invidia, gelosia, ira, violenza. Dovrà accettare di essere imperfetto, di poter sbagliare e nonostante ciò di poter amare ed essere amato. Il romanzo, pur traendo ispirazione dalla celebre parabola e da una precisa ambientazione storica e culturale (continui richiami biblici, tenuti volutamente “nascosti”, e scelta dei nomi ebraici dei personaggi, il cui significato rispecchia le caratteristiche di chi li porta), ha, in realtà, l’obiettivo di plasmare e raccontare in prima persona un personaggio complesso, attuale e quanto mai umano in cui tutti i lettori possano riconoscersi.

Il romanzo parla di un viaggio sia fisico che interiore, un libro che aiuta il lettore a guardarsi dentro, a porsi delle domande. “Ognuno di noi è costretto – spiega l'autore – , prima o poi, a uscire un po’ da se stesso per guardarsi meglio, capire che cosa c’è che non va. Per me, ad esempio, è stato così: la tendenza a voler evadere, a viaggiare per cercare qualcosa fuori, lontano, si è trasformata, quando ho accettato di guardare dentro me stesso, in un viaggio nella mia anima, nella mia storia, dal quale penso di essere tornato arricchito ancor più di quando sono andato dall’altra parte del mondo” (bitculturali.it, 30 novembre).

Gerardo Ferrara, lucano, classe 1978, laureato in Scienze Politiche, a lungo fuori dall'Italia per studio e lavoro, è a Buenos Aires, racconta, che nel 2003 scrive la prima pagina di questo suo primo romanzo. Dal 2006 vive e lavora a Roma, prima alla RAI e poi alla Pontificia Università Gregoriana. Collabora con la rivista quadrimestrale Imperi, per la quale scrive di Medio Oriente e Chiesa cattolica, e, dal 2011, continua l’attività di ricercatore e scrittore (ha in preparazione altri tre romanzi).

Tags:
libro
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