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Metodo Stamina: continua la protesta dei malati che vorrebbero accedere alla cura

@DR
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Binetti: “si è creata una spaccatura che non giova a nessuno. Attenzione alle strumentalizzazioni”

Non si arresta la protesta dei malati di Sla e distrofia muscolare che, assieme ai loro familiari, nella mattinata del 25 novembre hanno manifestato nel centro di Roma per chiedere di poter accedere al metodo Stamina di Davide Vannoni. Sulla sperimentazione del metodo Stamina che utilizza cellule staminali del midollo osseo per la cura di malattie neurodegenerative si è pronunciato di recente in maniera definitiva il ministero della Salute che ha ritenuto manchino “i presupposti di scientificità e sicurezza” a causa della ”inadeguata descrizione del metodo”, ”insufficiente definizione del prodotto” e ”potenziali rischi” per i pazienti.

 

Particolarmente clamoroso il gesto di due malati, i fratelli Biviano, che da mesi sono in prima fila nelle proteste: togliendosi del sangue con una siringa, lo hanno versato su alcune foto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del premier Enrico Letta e del ministro della salute Beatrice Lorenzin. Altri momenti di tensione si sono avuti quando i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza davanti a Montecitorio ma la polizia li ha allontanati (Il Giornale.it 25 novembre).

 

Ad incontrare i dimostran­ti è scesa, su mandato della presidente della Camera Laura Boldrini, la deputata Paola Binetti, membro della Commissione Affari sociali. "I pazienti che chiedono di essere curati con il metodo Stamina non sono disposti ad accettare alcun tipo di mediazione. Il quadro è davvero drammatico e il livello della protesta sta diventando inaccettabile". Ha riferito più tardi con una nota la Binetti. "Sono scesa a parlare con loro su precisa sollecitazione della presidente Boldrini – sottolinea l’esponente centrista – ma se alcuni hanno approfittato della ennesima occasione di confronto per ribadire le loro ragioni, altri hanno gridato tutto il loro disprezzo verso le istituzioni, altri ancora hanno insistito sul diritto a scegliere le cure che vogliono nei tempi e nei modi che vogliono. Si è creata una spaccatura che non giova a nessuno, perché se da un lato separa i malati e le loro famiglie da coloro che dovrebbero – e di fatto vogliono – prendersi cura di loro, dall’altro li espone a una strumentalizzazione che assume ogni giorno un livello meno accettabile. Lo slogan ‘Stamina solo Stamina e niente altro che Stamina’ è un vero e proprio boomerang che si ritorce contro di loro, ma nel frattempo ci auguriamo che il contenimento delle proteste trovi modi più efficaci per evitare quanto si profila come rischio imminente: la morte di qualcuno di loro anche solo per riaffermare il diritto alla vita. E questo è un prezzo che non vogliamo e non dobbiamo pagare" (Avvenire 25 novembre).

 

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha invitato Davide Vannoni a "rendere pubblico" il suo metodo di cura a base di cellule staminali "per un atto di chiarezza". "Noi – ha detto a Trieste, commentando la manifestazione a Roma – non dobbiamo fare marketing su questa vicenda, ma fare chiarezza scientifica, dare risposte a persone che stanno male" (Rainews 24.it 25 novembre).

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