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Slot machine: il gioco d’azzardo tra malavita, droghe e usura

© DR
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Una piaga che colpisce migliaia di persone in tutta Italia e un settore che muove 88 miliardi di Euro. Le slot non sono innocui passatempi…

E' un fenomeno enorme, e l'Italia guida le classifiche europee nella spesa per il gioco d'azzardo. Dal 2000 al 2012, nell'insieme che comprende: gratta e vinci, slot machine, totocalcio, lotterie, si è passati da 14 a 88 miliardi di giocate all'anno. Mediamente, oggi, un italiano maggiorenne, spende circa 1700 euro all'anno in “gioco d'azzardo”. Siamo chiaramente all'allarme sociale, vista la mole di denaro impegnato. La maggioranza lo fa una volta a settimana, impegnando piccole cifre, ma per un numero di persone tra il 2 e il 4%, il gioco è divenuto un fenomeno patologico, e come tale ci si sta attrezzando per combatterlo. 
 
A questa piaga, che diviene dipendenza al pari di droghe e alcol, se ne accompagna un'altra altrettanto terribile: l'usura. 
 
Per chi cerca aiuto (A Sua Immagine, 2 novembre), la Fondazione Antiusura – dice mons. Alberto d'Urso, segretario dell'associazione –  “oltre alle informazioni sulle strutture sanitarie pubbliche, mettiamo a disposizione i nostri centri di ascolto di cui si sono dotate molte fondazioni con personale volontario altamente qualificato: psicologi, psichiatri e assistenti sociali. In più, realizziamo una stretta collaborazione con i gruppi di aiuto mutuo aiuto dei giocatori anonimi, i quali possono disporre di una rete nazionale ben organizzata su tutto il territorio. Da una nostra recente indagine a livello nazionale è emerso che su dieci casi di usura accertata, ben 4,6 sono da ricondurre al gioco d'azzardo. Il nostro servizio è strettamente legato al sostegno morale ed economico della persona: assicuriamo ogni assistenza e provvidenza possibile, compreso l'accesso al credito garantito dal Fondo antiusura statale, qualora le condizioni lo consentano, sotto forma di prevenzione o, nei casi più gravi, con la solidarietà per liberare le vittime dall'usura. Questo sempre quando siamo certi che la persona si è sottratta alla patologia del gioco”.
 
Ma il male trascina verso il male. Secondo Antonio Boschini, responsabile terapeutico della comunità di San Patrignano, che ha riportato uno studio secondo il quale nel 2013 fra gli studenti da 15 a 19 anni con gioco d’azzardo problematico o patologico (su un grande campione statisticamente rappresentativo di 34.483 mila soggetti) «maggiore è lo stadio del gioco d’azzardo, maggiore è il consumo di droghe» (Avvenire, 12 ottobre).
 
Il combinato tra usura, droga e comportamenti compulsivi che inducono migliaia di persone a giocarsi pensione e stipendio sono un vero dramma sociale del quale pochi si rendono conto davvero. Tra i pochi, a parte gli operatori sanitari e i baristi che sempre di più aderiscono alla campagna “No Slot”, ci sono certamente l'Erario e i concessionari che hanno visto da un lato crescere di molto il volume d'affari (e dunque gli introiti), dall'altro lo Stato che non solo intasca molti soldi, ma favorisce i concessionari che lo truffano con provvedimenti ad hoc che evitino sanzioni troppo pesanti. Successe con Monti, accade di nuovo con Letta. 
 
A tutto questo, se non bastasse, va aggiunto un ulteriore tassello. La criminalità ha trovato, nelle slot, un sistema ideale per riciclare il denaro sporco, trasformando le sale in luoghi in cui portare contante e ottenere – a fronte di false giocate – ricevute e assegni che dichiarano una provenienza più “lecita” dei soldi (Avvenire, 31 ottobre).
 
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