Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 04 Dicembre |
San Francesco Saverio
home iconNews
line break icon

Vajont: 50 anni dopo

© DR

Chiara Santomiero - Aleteia Team - pubblicato il 09/10/13

La tragedia che causò la morte di quasi 2000 persone tra la lezione per l'oggi e le ombre di ieri

Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno. Il 9 ottobre del 1963 una gigantesca frana si staccò dal monte Toc che domina la valle e precipitò nel lago artificiale della diga costruita sul Vajont. L'immane ondata che si generò, abbattendosi sui paesi sottostanti, portò dovunque morte e distruzione. La stima "più attendibile", precisa il sito Internet dedicato alla catastrofe, è ad oggi di 1910 vittime. A 50 anni dalla tragedia quella del Vajont è una vicenda che continua ad interrogare la coscienza degli italiani per gli aspetti di attualità che contiene, al di là della conclusione giudiziaria che si è avuta nel 1971 con il riconoscimento di responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.

E' stato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a farsi interprete dei sentimenti della nazione attraverso un messaggio che "suona come una piena assunzione di responsabilità da parte dello Stato" (Il Messaggero, 9 ottobre). «Quell'evento – ha scritto il capo dello Stato – non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma una drammatica conseguenza di precise colpe umane, che vanno denunciate e di cui non possono sottacersi le responsabilità». Con delle conseguenze che non restano ancorate al passato ma si proiettano sull'oggi e, soprattutto, sul futuro: «È con questo spirito che il Parlamento italiano ha scelto la data del 9 ottobre quale 'Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo' – ha spiegato Napolitano – riaffermando così che è dovere fondamentale delle istituzioni pubbliche operare, con l'attivo coinvolgimento della comunità scientifica e degli operatori privati, per la tutela, la cura e la valorizzazione del territorio, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo».

Anche le altre massime cariche dello Stato hanno sottolineato il legame tra memoria e presente. «"Ricordare significa rendere omaggio alle vittime ma anche far memoria del lavoro eccezionale e eroico di chi ha prestato i soccorsi", ha detto Laura Boldrini. presidente della Camera. Il presidente del Senato Pietro Grasso a Longarone per rappresentare lo Stato nelle cerimonie di commemorazione, è esplicito: "Questo disastro si sarebbe evitato se una maggiore considerazione della vita umana avesse prevalso su interessi economici e strategici. Non si possono sottacere le pesanti responsabilità umane che hanno determinato la catastrofe"» (LaStampa.it 9 ottobre).

D'altra parte non tutto sembra definitivamente chiarito, anche a 50 anni di distanza, come dimostra la testimonianza delle figlie del notaio Isidoro Chiarelli nel cui studio di Longarone, nei giorni precedenti la tragedia, si incontrarono alcuni dirigenti della Sade, la società proprietaria della diga del Vajont. «Si doveva definire la compravendita di un terreno, quando a un tratto il discorso virò. "Facciamolo il 9 ottobre, verso le 9-10 di sera", propose uno di quei dirigenti. "A quell'ora saranno tutti davanti alla tv, e non ci disturberanno, non se ne accorgeranno nemmeno. Avvisare la popolazione? Per carità. Non creiamo allarmismi. Abbiamo fatto le prove. Le onde saranno alte al massimo 30 metri (arrivarono a 300, ndr) non accadrà niente, e comunque per quei quattro montanari in giro per i boschi non è il caso di preoccuparsi troppo"» (Il Giornale.it, 30 settembre).

Il notaio ricevette delle minacce per non rivelare questo episodio e poichè non si piegò, per quasi due anni fu isolato da tutti. Il notaio, raccontano le figlie, non volle mai parlare di "disgrazia" a proposito del Vajont ma di vero e proprio "eccidio". Proprio quello che pensano Mauro Corona, lo scrittore, e il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano, che il 5 ottobre, sui luoghi della tragedia, ha presentato un documento che riscrive la storia di una catastrofe «"figlia della troppa sicurezza di chi pensava di essere in grado di dominare gli eventi; della superficialità di coloro che magari intuirono lo sviluppo e la progressione della frana e fecero poco o nulla per arrestare i lavori; e del fatalismo di coloro che, pur avendo la consapevolezza della tragedia imminente, poco o nulla fecero per allertare le popolazioni"» (Il Giornale.it, 30 settembre).

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
POPE FRANCIS ON CHRISTMAS
Giovanni Marcotullio
Non esiste alcuna “Messa di Mezzanotte”... sì...
FATHER JOHN FIELDS
John Burger
Muore sacerdote che si era offerto volontario...
MARIA DEL MAR
Rodrigo Houdin
È stata abbandonata in una discarica, ma ha c...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
CHARLES
Anna Ashkova
La preghiera del Beato Charles de Foucauld da...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni