La situazione siriana è legata a quella dell'Iraq dove sono riprese le tensioni, in gioco tutto il Medio Oriente?
La situazione siriana è legata a quella dell’Iraq dove sono riprese le tensioni, in gioco tutto il Medio Oriente?
Tremilaseicento morti dall'inizio del 2013, mille nel solo mese di luglio. Con l'ultima scia di sangue che risale appena a domenica scorsa: due autobombe a Baghdad e una a Baquba, per un totale di 48 vittime. Non si vedevano dal 2008 i livelli di violenza di questi ultimi mesi in Iraq. Eppure – in queste ore in cui sull'onda dello sdegno intorno alla questione delle armi chimiche si progettano attacchi missilistici su Damasco – nessuno si pone una domanda apparentemente banale: è solo un caso che tutto questo accada nel Paese che sta di fianco alla Siria? Ovviamente no. E bisognerebbe cominciare a metterselo bene in testa per cominciare a capire che lo schema Assad da una parte e i ribelli dall'altra non basta più per poter leggere fino in fondo quanto sta succedendo in Siria. Perché in questa regione del mondo è già in corso una guerra che va al di là di confini artificiali come quelli letteralmente inventati da inglesi e francesi nel 1916 con l'accordo Sykes-Picot.