Se Dio crea l'uomo maschio e femmina è perché vuole valorizzare la differenza, riscoprire la sororità è nel progetto del Signore
Se Dio crea l’uomo maschio e femmina è perché vuole valorizzare la differenza, riscoprire la sororità è nel progetto del Signore
“E amandovi a vicenda nella carità di Cristo…” (TestsC 59). L’invito che la madre santa Chiara rivolge a noi sue figlie e sorelle mi risuona con particolare intensità in questa novena di preparazione alla celebrazione della sua solennità. Desiderosa di cogliere ancor più il segreto della sua esistenza e comprenderne la preziosa eredità affidataci, immagino di pormi, silenziosamente, quasi in punta di piedi, accanto al suo giaciglio per accogliere, commossa, l’ultimo respiro. Nello sguardo della madre, ormai morente, intravvedo ampi orizzonti. Le sorelle della prima ora le sono accanto; le osservo: la preziosità del tesoro incomparabile della santa unità e della scambievole carità, che Chiara, anche ora, prima di intraprendere il suo ultimo viaggio, ci consegna è davvero inestimabile. Il dono ricevuto in eredità ha una grandezza e un pregio veramente grandi, ne colgo tutta l’attualità, riconoscendovi una sfida per i nostri giorni. Immediatamente ripenso alla mia esistenza e agli anni trascorsi, fino ad oggi, con le mie sorelle in fraternità, alla gioia e alla fatica di costruire, giorno per giorno, relazioni fraterne sempre più autentiche e sincere. Il dono della fraternità discende dall’alto, ma è, contemporaneamente, affidato all’inadeguatezza dei nostri poveri vasi di creta, alla ricchezza e alla povertà della nostra umanità, sempre bisognosa di purificazione e di conversione.