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Oreste Forno: scalando ho imparato a cercare Dio

@Oreste Forno
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Alpinista affermato, più volte capo spedizione, ha alle spalle alcune ascensioni oltre quota ottomila sull'Himalaya

Valtellinese, trasferitosi in Brianza, classe 1951, Oreste Forno, che sulle montagne ha lottato, ha imparato ad amare il sacrificio e la fatica, ha stretto amicizie ed ha conosciuto la morte, è riuscito a trovare “l'altra montagna quella che porta più in alto delle cime”.

Giornalista pubblicista e socio accademico del Gruppo italiano scrittori di montagna, dopo aver lavorato nel campo dell'informatica, si è dedicato a tempo pieno alla montagna. Ha poi lavorato nell'editoria e attualmente è guardiano della diga di Moledana, a 900 metri di quota, nella valle dei Ratti. Nel libro “L'altra montagna” (edizioni Bellavite) racconta come ha riscoperto la fede

La svolta nella sua vita comincia nell'estate del 2002 – come ricorda in un servizio “Credere” -: Oreste, armato di macchina fotografia, stava ammirando la spettacolare cascata dell'Acqua Fraggia, in Val Chiavenna, quando fa un incontro con la bellezza e “qualche cosa d'altro”.

Incontra delle suore che elevano lodi al Creatore. “Per me è stata una rivelazione, una chiamata. Come loro, anch'io avrei voluto cantare per l'autore della bellezza strabiliante che mi si presentava davanti. Solo che non ricordavo le parole, non ne ero più capace. Così mi sono messo alla ricerca”.

E' allora che decide di cominciare un percorso di ricerca. A modo suo: scalando. “Sentivo che qualcuno mi chiamava lassù facendomi incontrare delle guide, degli aiuti lungo il sentiero”. In quelle notti di bivacco sulle cime, gli salgono alla memoria le parole apprese e ripetute da bambino. Dopo anni si riavvicina ai Sacramenti. Prima la Confessione, poi l'Eucaristia. Oggi confida: “Ogni volta che salgo una montagna, spero sempre che in vetta si innalzi una croce. Se c'è, mi inginocchio ai suoi piedi e l'abbraccio. E' un segno importante: mi ricorda la paternità di Dio, che estende la sua bontà sulla terra”.

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