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Acqua, bene prezioso: ecco come non sprecarla

Silvia Gattas - pubblicato il 22/03/13

Parla Andrea Masullo, presidente del Comitato scientifico di Greenaccord

Qual è la situazione attuale in Italia in fatto di salvaguardia delle risorse idriche, piani per il recupero e riciclaggio delle acque, calcolo dei bilanci idrici nelle zone più a rischio dissesto idrogeologico?

Andrea Masullo: E’ una situazione molto delicata. Nonostante il nostro Paese sia ricchissimo di acque sorgive, un terzo dell’acqua distribuita in rete deve essere potabilizzata perché di qualità non idonea al consumo. Se vediamo il dettaglio che emerge dai dati ISTAT, scopriamo regioni, come la Sardegna e la Basilicata, in cui addirittura oltre l’80% dell’acque distribuita deve essere trattata prima di poterla immettere nella rete degli acquedotti. Ma anche in regioni ricche come l’Emilia Romagna e la Liguria è necessario potabilizzare oltre il 50% dell’acqua; in Toscana poco meno. Le perdite negli acquedotti sono ancora molto elevate (nel 2008 se ne perdeva il 47%). A questa situazione va aggiunta la mancanza di fiducia dei cittadini nella qualità dell’acqua distribuita che mantiene ancora elevato, sebbene in calo, il consumo di acque minerali imbottigliate. Oltre il 60% del famiglie italiane acquista acqua imbottigliata in plastica, la cui innocuità e capacità di mantenere inalterata la qualità dell’acqua, dopo settimane di stazionamento nei magazzini, è tutt’altro che garantita. Molti studi in proposito rilevano la probabilità di rilascio di additivi del PET nell’acqua a causa dell’esposizione delle bottiglie al sole, e della possibilità che agenti gassosi inquinanti penetrino attraverso le bottiglie. Se mettessimo una sull’altra le bottiglie di plastica utilizzate in Italia in un anno arriveremo a coprire quasi 5 volte e mezzo la distanza fra la Terra e la Luna. Un altro aspetto carente è l’uso improprio di acque potabili per lavaggio, processi industriali, irrigazione, innaffiamento dei giardini, usi per i quali sarebbe sufficiente riciclare le acque in uscita da depuratori civili ben gestiti. Infine c’è una fortissima carenza nella tutela delle sorgenti e dei cicli idrologici che dovrebbero garantire il rinnovamento qualitativo e quantitativo di questa preziosa risorsa. E’ sempre più urgente l’attuazione di un piano nazionale di riassetto idrogeologico, ed un efficace controllo del rispetto dei vincoli idrogeologici già esistenti e troppo spesso ignorati da piani di speculazione edilizia e da incauti progetti di infrastrutture stradali.

Come giudica le lentezze nel mettere in pratica quanto emerso dai quesiti referendari del 2011, che indicavano con nettezza la volontà popolare di una gestione realmente pubblica del servizio idrico?

Andrea Masullo: La crisi economica affrontata in emergenza, ha portato ad una scarsa considerazione degli effetti economici ed occupazionali positivi che potrebbero venire da una corretta tutela e gestione delle risorse idriche. Una visione privatistica che considera fisiologicamente inefficiente la gestione pubblica dei beni comuni è una resa incondizionata che aggiunge discredito alla politica aumentando la diffidenza e la delusione. Il cittadino ha il diritto che un bene prezioso affidato agli amministratori che ha democraticamente scelto, sia gestito in maniera efficace secondo l’interesse collettivo. L’acqua è un bene essenziale alla vita, alla salute ed alla dignità della persona. Non può essere gestito con finalità esclusivamente privatistiche ed orientate al profitto.  Ciascuno deve poter accedere ad una quantità minima indispensabile a prescindere dalla propria possibilità di pagare.

Alcune indicazioni pratiche per un vademecum del perfetto risparmiatore di acqua?

Andrea Masullo: Sono piccoli accorgimenti. Non lasciate inutilmente scorrere l’acqua per berla più fresca; non vale la pena sprecarne decine di litri per berne un solo bicchiere. Basta tenerne una bottiglia sempre pronta nel frigorifero. Preferite sempre l’acqua del rubinetto a quella minerale, se non avete problemi particolari di salute. Un’acqua minerale che ha viaggiato per giorni in bottiglie di plastica, non ha più le caratteristiche della sorgente di provenienza decantate dalla pubblicità, ma porta con sé un pesante bagaglio ecologico: il carburante speso per viaggiare per migliaia di chilometri nei Tir.

Riparate i rubinetti che gocciolano; goccia dopo goccia, ora dopo ora, giorno dopo giorno, se ne sprecano migliaia di litri. Mettete dei frangi flusso ai rubinetti, miscelando l’acqua con l’aria ve ne farà risparmiare parecchia senza che neanche ve ne accorgerete; non ci credete? Provate e poi guardate la differenza in bolletta. Se volete risparmiarne ancora di più montate la cassetta dello scarico del water a due scomparti; il più delle volte non è necessario svuotare tutta la cassetta; pensate che il 28% dell’acqua consumata in casa è proprio quella che viene giù dallo sciacquone.

Il papa ha affrontato il tema della difesa del Creato. Che impressione ha avuto?

Andrea Masullo: L’uomo è custode dei doni di Dio, di tutti i doni di Dio indistintamente. Non possiamo scegliere ciò che vogliamo custodire e ciò che invece vogliamo depredare e gettar via; il disprezzo per un dono è disprezzo per il donatore. Papa Francesco mette insieme la custodia amorevole della vita, a partire dalla vita più debole, quella degli anziani e dei bambini, con quella di tutte le creature che popolano la Terra, perché la vita è una sola, è il dono supremo di Dio, e la vita di ciascuna creatura dipende dalla integrità dell’intero che creato. Riconoscere la fragilità della vita dei poveri e la fragilità in generale della vita di ciascuna creatura può avere una sola risposta a cui il papa ci invita: custodire lasciandoci andare alla tenerezza che ci avvicina a Dio.

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