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I ragazzi e la tecnologia, opportunità ma anche grandi pericoli

Agenzia Sir - L'Osservatore Romano - Radio Vaticana - pubblicato il 17/01/13

Il Rapporto di Eurispes e Telefono Azzurro fotografa gli italiani più giovani


I giovani di oggi sono modellati dalla modernità e dai nuovi media, ma quelle che sono delle possibilità promettenti possono anche rappresentare dei pericoli difficili da affrontare senza l'aiuto degli adulti.


Sono perfettamente inseriti nella modernità ma affrontano nuovi rischi come la dipendenza dai nuovi media, avvertono l'effetto della crisi economica sulle proprie famiglie, sono propensi al consumo di alcool e al gioco d'azzardo ma credono ancora in valori come il matrimonio. I giovani italiani sono stati fotografati in un'indagine conoscitiva elaborata dall’Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, svolta su un campione di 1.100 bambini e 1.523 ragazzi e presentata il 16 gennaio a Roma. 



Un adolescente su due (il 50,1%) afferma che la propria famiglia è colpita da difficoltà economiche: in casa ci sono problemi ad arrivare a fine mese (26,1) e si è più attenti sulle spese per cibo e vestiti (48,4) o sugli extra (59,2) (L'Osservatore Romano, 17 gennaio).

Allarmanti sono i dati sul disagio: il 24,7% dei bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni dichiara di vivere stati di depressione qualche volta (19,1%) o spesso (5,6%). Quasi il 30% degli adolescenti nel 2012 ha cercato di scappare di casa, dato triplicato rispetto al 2011 (L'Osservatore Romano, 17 gennaio). Il 2,5% degli adolescenti tra i 12 e i 18 anni beve regolarmente, il 50,9% in modo occasionale, mentre il 20,8% ha ammesso di aver fumato cannabis o marijuana, anche se la gran parte dei giovani conosce i rischi di questo consumo (Note di pastorale giovanile.it, 17 gennaio).

Un capitolo delicato è quello che riguarda il rapporto con i nuovi media. Il telefono cellulare detiene il record di consumo, oltre 4 ore al giorno da parte del 39,8% dei ragazzi, ma spopola anche Internet, con i rischi collegati. Alla domanda “Ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?”, quasi metà degli adolescenti (47%) ha risposto “qualche volta”, il 14,5% “spesso” e il 7,2% “sempre” (Agenzia Sir, 16 gennaio).

Accanto alla dipendenza, i media comportano altri pericoli: a quasi la metà degli adolescenti (47%) è capitato che qualcuno in rete chiedesse loro nome, cognome e indirizzo, il 39,8% si è sentito chiedere almeno una volta un incontro dal vivo da uno sconosciuto in rete, il 24,9% ha visto immagini che lo hanno messo a disagio o turbato, il 20,7% ha ricevuto messaggi volgari o offensivi (Note di pastorale giovanile.it, 17 gennaio). Il 4,9% dei giovani tra 12 e 18 anni, inoltre, ha cercato almeno una volta sul web consigli per il suicidio. Diffuso è anche il cyberbullismo, di cui è stato vittima il 23,6% degli adolescenti, mentre l'8% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni e il 12% dei ragazzi tra i 12 e i 18 pratica giochi d'azzardo on line (Il Messaggero, 16 gennaio).

Per Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile, presidente e fondatore di Telefono Azzurro, quasi sempre i ragazzi si rapportano a Internet da soli, senza essere stati preparati dalla famiglia o dalla scuola al “rapporto con il mondo virtuale”. In questo contesto, serve “una forte attenzione del mondo della comunicazione per il futuro dei nostri ragazzi”. In questa fase elettorale, ha denunciato, “non si parla mai dello sviluppo delle capacità dei nostri giovani, che poi saranno coloro che guideranno il Paese nel futuro” (Radio Vaticana, 16 gennaio). 


Malgrado tutto, i giovani mostrano anche speranza. Il desiderio più grande è quello di trovare un lavoro soddisfacente (96,6%) e stabile (94%). Sposarsi rappresenta ancora un traguardo importante per il 68,7% dei ragazzi italiani, e il 71,9% desidera avere dei figli (Note di pastorale giovanile.it, 17 gennaio).

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