Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Niente è più attuale di una cosa eterna: il Rosario, Sfera Ebbasta, Greta

SIŁA RÓŻAŃCA
Shutterstock
Condividi

Non capisco come mai il rosario non spopoli fra i giovani. È eterno, eco-friendly, impatto meno di zero: si può recitare anche mentalmente. E poi ti mette in connessione con il Padre: vuoi che non possa dare una mano Lui per tutto lo schifo che c’è in giro? Inquinamento, riscaldamento, rimbambimento.

di Giuseppe Signorin

Ho un rosario giallo in tasca. O forse è quello rosso, sono troppo pigro per controllare. Ma o è quello giallo o quello rosso. Poi ne ho un altro sul comodino, o in salotto, con la medaglietta della Vergine di Guadalupe, me l’ha regalato un’amica monaca (del Cuore Immacolato) messicana. Una corona “pregata” tantissimo che è stata in moltissimi luoghi santi. E altri in macchina, sparsi per la casa, persi in giro, regalati. Ettore Boschini, il “frate dei barboni” di Milano, lanciava i rosari dal finestrino della macchina a quelli che gli chiedevano qualche soldo quando era fermo al semaforo. Anche mia nonna aveva un rosario. Anche la nonna di mia nonna. Forse però loro non li lanciavano dal finestrino della macchina come fratel Ettore, ma di sicuro sapevano che cosa farsene. Non so se andasse di moda, all’epoca di mia nonna o della nonna di mia nonna, oggi sicuramente no, però anche allora era certamente un oggetto di attualità. Niente infatti è più attuale di una cosa eterna. Qualcosa del genere l’avevo letto da qualche parte, mi pare, ma non riesco a ricordare dove. Un santo, un filosofo. Un trapper. Non saprei. Non credo Sfera Ebbasta, il mio amico giudice di X Factor che l’altra sera ho visto in tv e pareva quasi un bravo ragazzo. Secondo me non è stato lui a dire che non c’è niente di più attuale di una cosa eterna, ma se anche fosse stato lui, sarebbe vero lo stesso. Ci sono verità a prova del mio amico Sfera Ebbasta (che fra l’altro pure lui è eterno).

Non capisco, invece, come mai non spopoli fra i giovani, il rosario. Oltre a essere eterno, è addirittura eco-friendly. Impatto meno di zero, si può recitare anche mentalmente, non si spreca neppure il fiato per parlare. E poi ti mette in connessione con il Padre, il creatore di tutte le cose visibili e invisibili: vuoi che non possa dare una mano Lui per tutto lo schifo che c’è in giro? Inquinamento, riscaldamento, rimbambimento. Le persone non sanno più chi sono, che cosa sono, dove sono, da dove vengono, dove vanno. Dirò alla mia amica Greta di lanciare la moda del rosario. Si può usare anche come collanina, mia moglie Anita ne ha di bellissimi realizzati dalla sua amica Laura e li usa così. Insomma, il rosario ha un sacco di vantaggi, soprattutto se si inizia a sgranare e si cerca di coordinare mano, mente e cuore, per entrare in contatto con la Regina del Rosario: la Madonna. L’eterno che piomba nel quotidiano con una dolcezza e una determinazione tutte femminili.

“Madre di Dio, prega per noi peccatori, ADESSO e nell’ORA DELLA NOSTRA MORTE”, diciamo cinquanta volte durante un Rosario (dopo anni ho imparato che con la maiuscola si può indicare la preghiera del Rosario, con la minuscola la corona, l’oggetto fisico. E c’è chi è in grado di contare con le dita e di recitare il Rosario senza rosario, pazzesco – faccio partecipe il mondo intero di queste mie scoperte. Poi dovrei far partecipe il mondo intero del fatto che cinquanta Ave Maria sarebbero un terzetto… un Rosario intero sono tre terzetti, i Misteri della Gioia, del Dolore e della Gloria… questo almeno fino a quando san Giovanni Paolo II non ha inventato pure i Misteri della Luce… e tanto altro che magari un giorno vi svelerò). Tornando a “Madre di Dio, prega per noi peccatori, ADESSO e nell’ORA DELLA NOSTRA MORTE”, questo in qualche modo significa che l’eternità la viviamo già adesso, è sempre attuale, è attualissima, e chiediamo alla Madonna di pregare per noi in questo istante, nella situazione in cui ci troviamo. Ma non solo, ogni Ave Maria ci permette di ricordare alla Mamma, ma forse più a noi stessi, che ci sarà un momento cruciale, nella nostra esistenza, l’ora della nostra morte, l’ora del bye bye pianeta terra, e lì sì che avremo bisogno di lei, lì sì che la Mamma sarà essenziale per farci nascere di nuovo, per partorirci alla Vita vera, quella fuori dal tempo, quella inimmaginabile per noi abituati a controllare i minuti sul display del cellulare. Quaggiù si tratta di fare una – più o meno lunga – passeggiata. Che poi tanto una passeggiata non è, ma con un rosario ben stretto fra le mani, magari catarifrangente, almeno evitiamo di farci tirare sotto tutte le volte che ci inoltriamo un po’ troppo nel buio.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MIENMIUAIF – MIA MOGLIE ED IO

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni