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Sono andata a Lourdes con l’anima confusa, lì ho trovato mio marito

SPOSI, MADONNA, LUCE

Shutterstock

Matrimonio cristiano - pubblicato il 29/05/18

Storia di Francesca, in cerca di un senso tra illusioni e ferite. Poi l'incontro con l'uomo della sua vita nel luogo in cui la Madonna le aveva fatto sentire il suo abbraccio

Oggi vi propongo un’altra testimonianza. Mi ha colpito perchè è una storia di guarigione. Tante persone sono malate, ferite e nella sofferenza. Francesca ha trovato consolazione, amore e guarigione in Gesù, arrivando a Lui attraverso Maria. Francesca accompagnava i malati, ma era lei stessi ad essere malata nel cuore e nello spirito. Francesca, solo dopo essersi sentita amata e desiderata da Gesù, è riuscita ad aprirsi all’amore e al matrimonio. Penso che tanti di noi possano riconoscersi in questo.

Illusioni e un pianto di gioia

Sono Francesca. Parto da lontano. All’età di 14 anni ho avuto una cotta per un ragazzo più grande di me, il più figo della comitiva. Uscendo insieme, lui mi dimostra interesse e così, tra uno scherzo ed un altro, ho il mio primo innamoramento. Lui ovviamente non provava interesse per me, per lui ero un gioco. Questo innamoramento dura ben 8 anni, fino al momento in cui ho capito che la storia era a senso unico. Presa dallo sconforto ho iniziato a trascurarmi e a diventare un mostro, perché non dovevo piacere a nessuno.

Un giorno una mia amica, volontaria Unitalsi, mi chiede se voglio andare con lei a Lourdes. Rifiutai, ero presa da mille affanni, avevo l’università, e pensavo ancora alla prima cotta. Ho vissuto per diversi anni andando a messa, ma solo per inerzia. Non pregavo mai per me, ma avevo un pensiero per gli ammalati, per i carcerati e per gli ultimi. Ho lasciato gli studi senza riuscire a laurearmi e iniziai a lavorare. Nel frattempo mi si avvicinavano molti ragazzi, possibili matrimoni buoni, perché avevano professioni prestigiose e posizioni sociali ottimali, ma nessuno mai che riuscisse a sconvolgere il mio cuore. Oramai era divenuto di pietra.


PATRIZIA MATACENA AND ROBERTA COTRONEI

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Il 29 gennaio 2012 la stessa amica unitalsiana mi ferma in chiesa e mi dice puntandomi il dito contro: “Tu quest’anno vieni con me a Lourdes, non mi dire di no perché è tutto pagato”. Così, il primo maggio 2012 prendo l’aereo e vivo questa fantastica esperienza mistica. Ricordo che, quando mi sono trovata vestita in divisa davanti la grotta, ho pianto talmente tanto che non riuscivo a fermare i singhiozzi spezzati che uscivano dal mio corpo.

LOURDES
Michel Gounot / Godong

Qualche giorno prima, mentre ero a fare il rosario, erano le 15, mi sento chiamare; una, due, tre volte. Girandomi non vedevo nessuno, ero sola, io con le mie preghiere, mi alzo e corro alle piscine. Entro mi spoglio e faccio il bagno, una sensazione di ristoro e di pace è scesa immediatamente su di me. Tornata a Palermo vedevo tutto in maniera diversa.

Un carisma vivace che toglie la zavorra

Iniziai a pregare in maniera costante e incessante, finché mia madre entrò a far parte di una comunità carismatica di Rinnovamento nello Spirito. Dopo la sua effusione (ndr preghiera sulla persona per chiedere un rinnovamento personale nello Spirito Santo), mi invita ad andare ad un incontro di preghiera. Certamente iniziai a ridere, stupidamente, perché mi sembravano tanti esaltati, e non faceva parte dalla mia idea di preghiera. Una ragazza si alzò e diede testimonianza della sua esperienza, come lo Spirito Santo l’aveva cambiata, mi feci una gran bella risata, ma dalla volta successiva volli partecipare alla preghiera. Io continuavo ad andare in pellegrinaggio a Lourdes, perché era diventato per me un momento necessario.


CROSS IN GRASS

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Quando torno da Lourdes faccio il cammino di vita nuova prendendo l’effusione io stessa. Da quel momento la vecchia Francesca era morta e sepolta, e ne era nata una nuova, piena di fiducia e di amore per gli altri. Quell’anno, era il maggio 2014, fu per me un pellegrinaggio particolare, pieno di spiritualità, ma non era cambiata Lourdes, ero cambiata io. In quel pellegrinaggio conosco un ragazzone, Paolo. Inizio a parlare con lui e lui subito parla con me. A settembre dello stesso anno ho fatto un ritiro di giovani carismatici, e lì sono uscite un pò di “merde” (lasciatemi passare il termine) della mia vita passata, compreso un tentato suicidio. Dopo aver dato testimonianza della mia zavorra mi sentivo finalmente libera.

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Alejandro Ruhl/Shutterstock

Ad aprile 2015, Paolo, crea un gruppo Whatsapp di fratelli unitalsiani, dove tra i vari numeri c’era anche il numero di quello che diventerà mio marito. Da lì in poi ci sono stati diversi messaggi, anche in privato, dovevamo incontrarci in varie occasioni ma sempre per un problema non era possibile. Quell’anno nel mese di maggio non sono potuta andare al pellegrinaggio, e così, partì nel mese di settembre, insieme ad Alessandro.

Un viaggio … per sempre

Ci incontriamo alla stazione di Reggio Calabria e saliamo a Lourdes con il treno. Quel viaggio ha cambiato entrambi, perché Alessandro non entrava ad assistere alle cerimonie, e invece io ho gli imposto di seguirle. Un po’ sbuffava, ma alla fine pur di starmi vicino seguiva la messa. Un giorno il 29 settembre, mentre camminavamo, lui si ferma e mi dice quanto io fossi una ragazza speciale, e che ero un dono del cielo. Parlammo molto quel giorno. Il giorno seguente, mentre ero davanti la grotta da sola, iniziai a piangere, ma questa volta, un pianto di gioia, diverso dagli altri pianti.




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Giorno 3 ottobre 2015, Alessandro finalmente, sul traghetto per tornare in Sicilia alle nostre case, io a Palermo e lui a Marsala, mi fa la dichiarazione, usando parole che fino ad ora avevo solo letto sui romanzi d’amore.

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Almos Bechtold I Unsplash

Certo non ho dato subito la risposta da lui desiderata, ma semplicemente detto: finalmente abbiamo partorito. Vedevo lui titubante, non sapeva se dichiararsi. Gli ho detto che avrei dovuto prendere le distanze da lui per qualche tempo per poter capire e decidere. A Lourdes eravamo stati dieci giorni 18 ore su 24 insieme. Quindi volevo capire se era una cosa per inerzia, oppure se era una cosa dettata dal cuore. Ebbene il 4 ottobre 2015 alle 00:17 ho dato la risposta che entrambi speravamo, e il 12 settembre 2017 siamo diventati marito e moglie. Una cerimonia diversa dalle altre, dalle solite cerimonie nuziali.

Prima di entrare in chiesa mi hanno preceduto i nostri amici unitalsiani vestiti da dame e barellieri. I fratelli e le sorelle della mia comunità carismatica, prima del rito del matrimonio, hanno invocato lo Spirito santo su di noi. Grazie all’opera dello Spirito Santo che ha cambiato me e il mio modo di pregare, e grazie alla Madonna di Lourdes che quando la andai a trovare mi pose davanti l’uomo della mia vita, come un suo dono.

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Tags:
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