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Dalle discoteche a Lourdes: così Gesù ha chiamato suor Manuela Vargiu

© Public Domain

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 19/10/17

Studiava medicina e la famiglia per lei desiderava un avvenire diverso. Ma quel rapporto con Gesù, iniziato quando era bambina, è improvvisamente fiorito durante un'estate di eccessi...

Un percorso travagliato che l’ha accompagnata durante l’adolescenza e la giovinezza, combattuta tra momenti di chiara vocazione alternati a momenti di rifiuto della chiamata. Tutto questo fino a quando, di fronte alla grotta di Lourdes non ha avuto esitazioni e ha accettato la volontà di Dio.

E’ una parabola con degli alti e dei bassi ma con un lieto fine, la storia di suor Manuela Vargiu, una bella ragazza sarda, originaria di Sassari, che fin da bambina aveva un sogno nel cassetto: cantare allo Zecchino d’Oro.

«Chiesi a Gesù, davanti al Tabernacolo, di andare a cantare in quella trasmissione tanto amata dai bambini. Poi però gli dissi che se non era possibile, doveva fare in modo che io cantassi per lui. Qualche settimana dopo ho incontrato dei ragazzi dell’oratorio che stavano allestendo un coro. E mi sono unita a loro. Così Gesù mi ha dimostrato di aver ascoltato la mia preghiera» (Nel cuore dei giorni, Tv 2000, aprile 2013).

DIRETTRICE DEL CORO

Manuela da adolescente cresce vicina alla parrocchia ma senza frequentare l’Azione Cattolica o altri gruppi. Quando è più matura inizia a dirigere il coro dei bambini e si occupa dell’animazione liturgica. «Tutto ciò che era musica mi ha sempre attirata e mi aiutava a lodare Dio».

La ragazza ha una vita simile a quella di tanti suoi coetanei. Frequenta anche tanti amici che non stanno in parrocchia, esce con loro nei fine settimana, gira nei locali. «Vivevo la mia fede ma in modo tale che non mi chiamasse troppo in causa. Mi nascondevo dietro l’immagine di una brava ragazza pur di non farmi chiedere di più dal Signore».




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Suor Manuela Vargiu racconta la storia tormentata della sua vocazione

LA FACOLTA’ MEDICINA E IL FIDANZATO

Manuela vive un conflitto interiore: a tratti si sente spinta verso Gesù, a volte invece se ne allontana quasi per paura. Dopo un ritiro spirituale con la parrocchia avverte il Signore più vicino. Ma non al punto da superare i suoi dubbi. E poi c’è la scuola da finire, prima di compiere ogni scelta.

Intanto, come ogni adolescente, scatta anche per lei il primo amore: si fidanza con Marco e vive la sua prima storia, che però non l’appaga.

Dopo il diploma si iscrive alla facoltà di medicina perchè pensa, un giorno, di poter lavorare per “Medici senza frontiere“. Eppure la confusione aumenta: lascia gli studi, alla vigilia dell’esame di anatomia; e poi rompe anche con il suo fidanzato.

QUELLA CHIAMATA DOPO LA DISCOTECA

Nell’incertezza più assoluta, Manuela fa una scelta drastica. Decide di staccare totalmente la spina e trascorre un’intera estate nello svago della costa sarda, tra locali, discoteche, notti insonni. «Il “chiasso del mondo” era un modo per nascondermi perché solitamente il Signore sceglie di parlare nel silenzio e di conseguenza io sceglievo il chiasso per non sentirlo ma anche per sfidarlo perché di fatto io gli lanciai una sfida: “Signore vienimi a cercare nel chiasso del mondo se ci sei davvero”. Ed è stato bellissimo perché in realtà il Signore mi ha cercato in modo discreto, lasciandomi libera».

Dopo l’ennesima alba, la giovane “nottambula” avverte un senso di vuoto. Allora decide di andare in chiesa e chiede al Signore di tornare a camminare insieme a Lui. «Ma non volevo che mi facesse una proposta indecente. Cioè non volevo una vita di totale consacrazione».

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gesù cristosuoravita consacrata
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