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Papa Francesco “premiato” uomo più sessista dell’anno

Antoine Mekary | ALETEIA

Paola Belletti - pubblicato il 10/11/21

In Germania una rivista femminista ha "insignito" il Santo Padre del premio come uomo vivente più sessista del mondo per il 2021. Quanta insipienza in queste accuse sguaiate. Ne approfittiamo per rimettere a fuoco alcune verità che la Chiesa ripete da sempre sull'uomo e la donna.

Nel mirino di un feroce femminismo

Sarà che indossa la veste bianca, lunga fin quasi ai piedi e allora si presta: ben visibile e con lembi che si possono facilmente tirare di qua o di là. Fatto sta che Papa Francesco ha ricevuto, da una rivista femminista tedesca, il premio come uomo vivente più misogino dell’anno.

Dove vivente pare a sua volta una colpa. O un monito, nemmeno troppo velato.

EMMA è il nome della testata, fondata negli anni Settanta, che come già il Time a inizio pontificato fece con un entusiasmo un po’ scomposto, lo ha messo in copertina. Entrambi gli organi di stampa dimostrano pur con sentimenti di segno opposto, ma motivazioni ugualmente fuori fuoco, di non avere capito chi sia e che cosa rappresenti un Santo Romano Pontefice.

Il bimestrale tedesco appioppa questo premio ogni anno; c’è da immaginarsi le redattrici fare la ronda per i mesi precedenti su media, siti, sparate pubbliche per cogliere qualche incauto uomo bianco eterosessuale in fallo. E questa volta il bersaglio era facile, in bella vista, in qualche modo indifeso.

Sotto il titolo della rivista che ha inflitto il premio al nostro Papa campeggia un teutonico e perentorio “Bleibt mutig!”, Siate coraggiosi! In effetti a trattare così un pontefice di coraggio ne serve.

Ma non solo quello; ciò che non è mancato a questo collegio di critici, come non mancò a chi in Francia chiedeva di decanonizzare Giovanni Paolo II, è una autentica comprensione della natura della Chiesa, della sua conoscenza della creatura umana e del mandato che non si è assegnata, con un voto del consiglio d’amministrazione, ma le viene direttamente da Cristo.

I “meriti” di Papa Francesco

Vediamo dunque quali sono, secondo la redazione di EMMA, i meriti che hanno guadagnato a Jorge Bergoglio il premio uomo sessista dell’anno. Vivo. (Sembra una sorta di taglia in stile Far West)

Come è buona abitudine in questi casi, prima di picchiare duro con la pars destruens si fa qualche concessione costruttiva, così almeno è nel loro intento. Questo Papa venuto quasi dalla fine del mondo sembrava essere partito tanto bene, scrivono con bonario disappunto sulle loro colonne:

Ci sono tante cose buone da dire su questo Papa. Quando l’argentino di origine italiana si è trasferito in Vaticano nel 2013, non si è accomodato nei magnifici appartamenti vaticani e ha preso residenza nella foresteria. Non indossa scarpe di pelle rossa o stole barocche ricamate, ma sandali e la semplice tonaca papale bianca. Rifiuta ostentatamente la pompa e cerca la vicinanza della gente. E usa la sua autorità per criticare il capitalismo, contro il razzismo e per salvare il clima (“Noi siamo i guardiani, non i padroni del mondo”).

EMMA

E’ bello vedere come l’autorevolezza del papa tocchi i cuori anche di chi è lontano, magari coinvolgendolo su tematiche non subito riconoscibili come cristiane, ma umanamente assai sensibili: un’economica più giusta, il rispetto per l’ambiente, il rifiuto di ogni razzismo.

Il Papa e la difesa del creato: mai sentito parlare di ecologia integrale?

Peccato che non abbiano voglia di approfondire queste sue posizioni fino a riconoscerne la vera radice: l’amore di Dio per l’uomo, signore e custode del Creato, peccatore ma salvato e redento da Cristo. Questa sorgente alimenta ogni monito della Chiesa, da sempre, contro tutte le forme di offesa alla dignità umana. Per loro invece era stato semplicemente bravino perché assomigliava ad altri leader mondiali tutti istanze green e decrescite felici (per chi?) e uomo-uguale-cancro della terra.

Questo papa come ogni papa è maschilista per statuto

Ma veniamo alle vere e proprie accuse, in sintesi queste: il Papa, ogni papa della storia, è a capo di un’organizzazione maschilista fin dalla sua fondazione. Questo papa in particolare alimenta un vero e proprio apartheid segregando le donne in una condizione di minorità sistematica. Perché, per esempio, non possono accedere direttamente a Dio ma devono sempre passare dalla umiliante mediazione di un maschio? (Leggi “istanza per il sacerdozio femminile”)

Sono domande, in effetti. Chissà cosa diranno i 3 miliardi di maschi cattolici non ordinati sacerdoti che a loro volta devono accettare questa condizione: ricevere per le mani di un ministro, maschio come loro, la vita che Cristo riversa nella Chiesa e che infonde nei credenti attraverso i Sacramenti.

Lo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa

Ma andiamo avanti; questo Papa fa poco e niente e quel che fa lo fa perché spinto dalla base contro abusi sessuali su donne e bambini perpetrati da uomini di Chiesa.

Questo Papa non solo non combatte l’epidemia, gli abusi strutturali sui bambini e sui giovani (per non parlare delle donne), ma protegge anche i colpevoli e chi ne è a conoscenza. Solo in Francia ci sono state più di 300.000 vittime e circa 3.000 carnefici dagli anni Cinquanta. Ma non è intervenuto, almeno nel 21° secolo, bensì la base ha dovuto costringere Sua Santità a farlo.

Ibidem

Il quadro degli abusi sessuali svelato dal rapporto della Commissione indipendente (Ciase) incaricata di fare luce sul fenomeno è spaventoso e, commenta il presidente della Commissione, più grave di qualsiasi altro abuso su minori compiuto in altri ambiti, perché perpetrato nell’ambito e grazie al legame di fiducia e dipendenza filiale che si instaura con una figura religiosa. E’ un abuso doppio, anzi al quadrato, fisico, psichico, spirituale.

Questa indagine, si badi, è stata commissionata dalla stessa Conferenza dei Vescovi francesi, anch’essi per natura, storia e norme direttamente dipendenti e obbedienti al Santo Padre. Oltre a questa situazione, specifica e tragicamente dettagliata, sono molte altre le prove di quanto Papa Francesco in autentica e profonda continuità con i suoi predecessori Benedetto XVI soprattutto, abbia a cuore e sia determinato a scoprire questa piaga, farla sanguinare il necessario e guarirla.

Le istanze femminili nella Chiesa sarebbero sistematicamente ignorate e banalizzate

Ci sono molte donne cattoliche, secondo la rivista, che da anni si impegnano e lottano per il diritto di diventare sacerdoti o almeno diaconi. E questo pontefice che fa? risponde col solito paternalismo ecclesiale: Francesco ricorda che le donne non hanno un valore inferiore solo perché non possono essere ordinate presbiteri.

Saremo ingenue noi, ammansite da secoli di prepotenza maschile, a credere davvero al senso di queste parole: il valore della donna nella Chiesa non risiede nell’inseguimento degli uomini lungo il loro cursus honorum. Perché non è di quello che si tratta, di onori; ma di ministeri, di modalità secondo le quali a ciascuno è dato di mettersi di buzzo buono a lavorare nella stessa vigna. Forse, seguendo con pazienza il cammino che la Chiesa compie lungo la storia, arriveremo con lei, nostra madre e maestra, a capire che non solo non siamo penalizzate ma abbiamo addirittura un privilegio. E’ sostanzialmente donna tutta l’umanità che con Cristo, suo Dio e Salvatore, si sposa e viene resa tutta santa, tutta bella, sempre feconda.

Questo Papa (…) spiega loro con condiscendenza: «Un tale riduzionismo (come la richiesta del sacerdozio anche per le donne, ndr) ci porterebbe a credere che solo allora alle donne sarebbe stato riconosciuto lo status nella chiesa e una maggiore partecipazione se fossero ammesse alla santa ordinazioni». Va bene, Santo Padre. Ci piace continuare a lavorare per la Madre Chiesa, diligentemente e anonimamente , senza voce in capitolo, senza potere, senza salario. Noi donne siamo così abituate.

Ibidem

La donna nel progetto di Dio e nella storia della Chiesa

Ci attireremo le ire di quasi tutto il femminismo vetus e novus ordo ma io lo confesso: mi sento molto più compresa nella mia femminilità e nel valore della mia persona, uguale in tutto e per tutto all’uomo per dignità, dall’insegnamento bimillenario della Chiesa che dalle più scafate rivendicatrici di diritti della donna; colpevoli anche loro della colpa che imputano a questo e ad altri papi, idealizzare la donna, semplificandola. Arrivano di fatto a farne uno stereotipo dal quale è vietato dissentire, pena essere dichiarate colluse col nemico, il maschio, peggio ancora se capo di un’impresa internazionale come quella ecclesiastica.

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Aborto, cura della vita, esorcismi: un mix di accuse insolito

Non siamo ancora al culmine dell’arringa dell’accusa, ci si arriva solo parlando di aborto e, inaspettatamente, di esorcismi.

La donna idealizzata di cui è simbolo la Madonna è di fatto disprezzata, considerata al di sotto della soglia della piena umanità. L’onore di cui è fatta destinataria nei confronti della vita e che questo Papa osannerebbe senza posa è in realtà un cappio che Francesco più dei suoi predecessori stringe al collo di milioni di donne al mondo. Quelle che abortiscono di più? le cattoliche, ci assicurano dalle colonne di EMMA, perché le più esposte a subire gravidanze indesiderate.

La vita, una specie di condanna a morte

La cura per la vita, con tanta enfasi celebrata ed esaltata, è in realtà una scusa per tenerci fuori dal mondo del lavoro; lo abbiamo capito, caro Papa, ci vuoi sembra a casa, a pulire, stirare, lavare, allattare, cucinare. Perché non lo chiedi anche agli uomini? Incalzano le femministe senza paura (e anche un po’ senza ritegno).

Bè, a parte allattare e partorire, su tutto il resto qualsiasi marito che non sia ridotto allo stato larvale e ami sinceramente la propria moglie dà il suo contributo (sul quale noi mogli difficilmente risparmiamo critiche. Costruttive, sia chiaro).

Aborto: omicidio su commissione (e tanto dolore per la donna)

Per far presente ai lettori quanto inaccettabile sia la posizione di questo Papa sul tema aborto (che è la stessa della Chiesa da sempre) chiamano al banco dei testimoni una delle sue dichiarazioni più forti: abortire è come assoldare un killer professionista, un sicario diceva Papa Francesco, e commissionargli un omicidio: pagare uno per far fuori un altro che costituisce un problema.

Sì, il papa usa parole inequivocabili ma, se si avesse la pazienza di comprenderle nella loro verità, esse rivelerebbero un radicale amore per l’essere umano, senza condizioni, anche e soprattutto quando è totalmente indifeso. Come lo siamo state tutte, anche noi donne oggi viventi, titolari in quasi tutti i paesi del mondo di questo falso diritto a sopprimere un figlio in utero.

Ma cosa c’entra la lotta contro il maligno con le istanze femminili?

L’ultima accusa in elenco non possiamo che leggerla in positivo, da cattolici grati per il tesoro di fede che ci è stato consegnato intatto fino ad oggi: troppi esorcisti, troppi esorcismi. Che cos’è questo insistere su antiche pratiche di liberazione da vessazioni, ossessioni, possessioni, infestazioni? E questa certezza granitica circa l’esistenza reale, personale, attiva del Maligno?

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Tags:
donne nella chiesapapa francesco
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