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I santuari mariani, una geopolitica della Chiesa

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Jean-Baptiste Noé - pubblicato il 29/05/21

La maratona di preghiera lanciata da Papa Francesco per unire i santuari mariani di tutto il mondo per la fine della pandemia è una forte iniziativa spirituale, ma anche un modo di ricordare la geopolitica del mondo cattolico

Durante l’udienza generale del 28 aprile 2021, Papa Francesco ha lanciato un’iniziativa spirituale forte e originale: “Guidati dai santuari sparsi nel mondo, in questo mese di maggio recitiamo il Rosario per invocare la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali e lavorative”. A maggio ci sono quindi 31 santuari mariani legati da un filo invisibile, che è quello della preghiera. Anche la storia del cristianesimo unisce questi luoghi sacri.

Quindici di questi santuari sono situati in Europa, sette in Asia, sei nel continente americano, due in Africa e uno in Oceania (in Australia). La maggior parte di questi santuari risale al XIX secolo, ma alcuni sono molto più antichi, come il Santuario di Nostra Signora di Walsingham, in Inghilterra, di epoca medievale, o quello di Efeso, che risale all’inizio dell’era cristiana.

I santuari mariani e la diffusione del cristianesimo

L’elenco dei santuari mariani che partecipano a questa maratona di preghiera ricorda la diffusione del cristianesimo. La basilica dell’Annunciazione di Nazaret è il luogo in cui tutto è iniziato. Evoca la vita di Maria, la casa di Nazaret, che si trova nel santuario di Loreto, e quella in cui la Vergine Maria avrebbe vissuto i suoi ultimi giorni, vicino a Efeso (Turchia). La tradizione afferma che è qui che Maria si rifugiò, su consiglio dell’evangelista Giovanni, e secondo alcune fonti fu lì che avvenne l’Assunzione di Maria.

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La basilica di Nostra Signora d’Africa ricorda certamente la presenza francese in Algeria, ma è anche un simbolo del cristianesimo nell’Africa romana e dei suoi esponenti, come Agostino di Ippona.

Nostra Signora della Salute o di Velankanni risale al XVI secolo e ricorda l’arrivo dei Portoghesi in India. Attraverso di lei, può essere ripercorsa la storia del cristianesimo in questa regione dell’Asia. I cristiani arrivarono in India già dai primi tempi apostolici, con San Tommaso e molti discepoli, che seguirono la scia di Alessandro il Grande. Alcuni arrivarono perfino in Cina.

I luoghi sacri d’Europa

I santuari mariani scelti dal Papa ricordano la storia del cristianesimo in Europa. La Madonna Nera di Altötting è il cuore spirituale della Baviera, un luogo di pellegrinaggio fin dal IX secolo. Nostra Signora di Montserrat, in Spagna, è stata costruita nel III secolo ed è uno dei grandi santuari mariani della Penisola Iberica. Nostrra Signora di Częstochowa, in Polonia, è del XIV secolo. L’icona della Madre di Dio (Zarvanytsia), in Ucraina, risale al XIII. Tutte e quattro sono Madonne nere.

Vengono poi i santuari dei secoli XIX e XX: Knock in Irlanda, Lourdes in Francia, Banneux in Belgio, Fatima in Portogallo, Medjugorje in Bosnia, il Santuario Nazionale di Nostra Signora Ta’Pinu a Malta. Questi luoghi ricordano la considerazione speciale di Maria per quei Paesi e il gran numero di apparizioni della Madre di Dio negli ultimi due secoli. La scelta dei santuari in Polonia e in Ucraina rende omaggio ai due polmoni della Chiesa.

I templi dell’espansione del cristianesimo

Gli altri santuari evocano l’espansione geopolitica del cristianesimo. Guadalupe e Aparecida sono tra i principali luoghi spirituali dell’America Latina, e la lunga scia di Francesi, Spagnoli e Portoghesi è all’origine di un gran numero di santuari fuori dall’Europa. 

Questi luoghi sono testimonianze vive della fede dei fedeli e della storia del cristianesimo, scritta certamente attraverso i libri e la teologia, ma anche con i luoghi in cui camminano gli uomini.

Questi santuari mariani mostrano la dimensione globale del cristianesimo e in che misura abbraccia le tragedie della storia, come la chiesa di Nostra Signora di Nagasaki, sopravvissuta al bombardamento del 1945 e la cui statua della Vergine testimonia le ferite della guerra.

Scegliendo questi santuari mariani per la maratona di preghiere per la fine della pandemia, il Papa unisce così nella preghiera la geografia e la storia di Maria. 

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