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Storia di Teofilo, il santo che aveva venduto l’anima al Diavolo

Notre-Dame de Paris portail du Cloître tympan.
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Il 4 febbraio la Chiesa celebra san Teofilo il Penitente. Nel IV secolo, questo chierico aveva stretto un patto col diavolo per vendicarsi del suo vescovo. Pentitosi, trascorse il resto della vita in penitenza. La sua leggenda incoraggia la confessione.

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La storia risale al IV secolo – siamo ad Adana, in Turchia – e riguarda Teofilo, un giovane chierico caduto in disgrazia agli occhi del suo vescovo. Ridotto in miseria, rinnegò la fede e strinse un patto col Diavolo. Il demonio gli permise di umiliare il suo vescovo e di prendere il suo posto. Rapidamente, però, Teofilo fu preso dal rimorso: si pentì dell’alleanza con Satana e desiderò chiedere perdono.

Il suo patto col Diavolo gli proibiva di entrare nelle chiese: dal portale d’ingresso, però, poteva vedere una cappella il cui altare era sovrastato da una Madonna seduta, col figlio tra le braccia. Sotto lo sguardo della Vergine, si mise allora a pregare con fervore. Toccata dalla supplica del chierico, la madre di Cristo si recò dal diavolo per salvare l’anima del penitente. Schiumando rabbia, e non potendo resistere alla Vergine, Satana restituì il contratto che Teofilo aveva firmato col suo sangue e sigillato col proprio anello.

Nel XIII secolo il poeta e trovatore Rutebeuf si sarebbe ispirato a questa storia per scrivere il dramma religioso “I miracoli di Teofilo”. La pièce fu messa in scena per più di due secoli in occasione di cerimonie religiose, davanti a folte platee raccolte sui sagrati delle chiese. Il passaggio più celebre della pièce è probabilmente la preghiera che il penitente rivolge alla Vergine Maria:

Mia santa regina bella,
gloriosa Vergine,
Signora piena di grazia,

che ci riveli il bene,

chi t’invoca nel bisogno
è libero dalla pena,
chi il suo cuore a voi conduce.

Nel regno che non passa
avrà gioia inusitata.

O fontana zampillante,
bella e salutare,
richiamami a tuo Figlio.

Oggi è possibile trovare la storia di san Teofilo il penitente sul timpano del portale nord di Notre-Dame de Paris. La leggenda sta lì per simboleggiare il sacramento della penitenza e della riconciliazione per mezzo del quale Dio, nel suo immenso amore, perdona tutte le colpe e tutti i peccati.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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