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“Chiedere perdono 70 volte 7 alle vittime se è necessario”, dicono i vescovi cileni

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Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 15/05/18

I vescovi Fernando Ramos e Juan Ignacio González hanno parlato in rappresentanza dei circa 30 presuli che incontreranno dal 15 al 17 maggio Papa Francesco in Vaticano

“Il nostro atteggiamento è di dolore e vergogna”, hanno affermato i rappresentanti dei vescovi cileni convocati a partecipare a una riunione in Vaticano per ascoltare le conclusioni di Papa Francesco a seguito della missione speciale dell’inviato papale in Cile, Charles Scicluna, sugli abusi nei confronti di bambini e giovani perpetrati da rappresentanti del clero locale.

I vescovi Fernando Ramos, segretario generale della Conferenza Episcopale Cilena, e Juan Ignacio González, vescovo di San Bernardo, hanno parlato in rappresentanza dei circa 30 vescovi che incontreranno dal 15 al 17 maggio Papa Francesco in Vaticano.

I presuli concordano con il messaggio della lettera del Papa dell’8 aprile scorso, in cui li convocava a Roma per discernere sulle “gravi omissioni” e la “copertura” denunciate dalle vittime.


POPE FRANCIS GENERAL AUDIENCE

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Le conclusioni del Papa si baseranno sulle 2.300 pagine di documenti che raccolgono la trascrizione di 64 testimonianze tra Santiago e New York. La missione è stata svolta a febbraio da monsignor Charles J. Scicluna, vescovo di Malta, e Jordi Bertomeu Fornós, della Congregazione per la Dottrina della Fede.

“Siamo arrivati dal Cile in 34, 31 vescovi in funzione e 3 vescovi emeriti. L’invito del Santo Padre era rivolto a tutti i vescovi cileni”, ha spiegato monsignor Ramos.

“Il nostro atteggiamento è in primo luogo di dolore e vergogna. Dolore perché purtroppo ci sono persone vittime di abusi, e questo ci provoca un profondo dolore. Proviamo anche vergogna perché questi abusi si sono verificati in ambienti ecclesiali in cui non avrebbero mai dovuto verificarsi”, ha aggiunto.

I presuli hanno anche sottolineato la loro disposizione ad “ascoltare la voce” del successore di Pietro con umiltà. “Vogliamo sapere bene cosa vuole trasmetterci il Santo Padre”, hanno dichiarato, confermando che si svolgeranno vari appuntamenti ma ammettendo di non conoscerne né le modalità né i tempi.

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