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San André Bessette, l’uomo dei miracoli di Montreal

via wikipedia
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Così un uomo malaticcio e illetterato costruì una delle più grandi chiese del Nord America e guarì migliaia di persone, tramite l'intercessione di San Giuseppe

Arroccato sui colli di Montreal, in Canada, il Saint Joseph’s Oratory si erge maestoso sopra l’orizzonte. È un monolite, ma è meraviglioso, con la sua celebre cupola in rame verde diventato simbolo della città franco-canadese e icona della fede nel Nuovo Mondo. E non solo perché l’Oratorio sia una delle più grandi chiese del Nord America, ma perché è il frutto dell’opera di uno dei suoi più umili santi. Bisogna ringraziare San André di Montreal – o Frère André, come lo chiamano i fratelli della Congregazione di Santa Croce – per l’esistenza di questa icona del cattolicesimo canadese. Ecco la sua storia.

La formazione di un frate

André nacque in una famiglia semplice. Non era affatto un uomo facoltoso. Suo padre era un falegname, che si prese cura dei suoi otto figli (dei 12 nati, quattro non sopravvissero alla primissima infanzia). Alla sua nascita, parve che anche lo stesso André avrebbe avuto un’esistenza terrena breve. Era malaticcio e, quando venne al mondo, fu necessario un battesimo di urgenza. Sebbene visse fino all’età di 91 anni, André non lasciò mai questa condizione di infermità: era sempre debole, e lo fu per tutta la sua esistenza.

Come conseguenza delle possibilità ridotte della famiglia e delle sue condizioni di salute, André non divenne mai particolarmente erudito. Fu formato dalla madre fino alla sua morte, che avvenne all’età di 12 anni, tre anni dopo la morte del padre. Giovane, debole e orfano, la sua fede crebbe sempre di più e André maturò il desiderio di accedere alla vita religiosa. Inizialmente sembrò che la sua mancanza di istruzione gli avrebbe impedito di realizzare la sua vocazione. Il suo parrocco intervenne, però, mandando André alla Congregazione di Santa Croce, con un messaggio: “Vi sto inviando un santo”. A 28 anni, André pronunciò i voti e realizzò il suo sogno di diventare frate.

Ite ad Joseph

La Congregazione di Santa Croce è un ordine che si concentra soprattutto sull’istruzione, e Frère André fu dunque di stanza in una scuola di Montreal. La sua mancanza di istruzione gli impedì di essere insegnante. Frère André lavorò invece come portinaio e si occupò di mantenere pulito l’ingresso della scuola e accogliere studenti ed insegnanti. Ma passava molto tempo anche a fissare, dalla finestra, un appezzamento di terra che stava proprio di fronte alla scuola. Aveva un sogno: che un giorno, su quella terra, sarebbe sorto un santuario a San Giuseppe.

Frère André aveva questo sogno perché maturò un amore speciale per il padre terreno di Gesù, e anche perché credeva che San Giuseppe non aveva ancora ricevuto abbastanza riconoscimento e venerazione. Per Frère André, San Giuseppe era un’icona di mascolinità, coraggio e amore verso il figlio di Dio. Sembrava però che solo due membri della Sacra Famiglia fossero oggetto di devozione. Frère André sperava di far incrementare la venerazione verso il marito di Maria, nonché padre adottivo di Gesù.


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Frère André convinse infine il padre provinciale ad acquistare quell’appezzamento di terra di fronte alla scuola, dove gli fu concesso di costruire una piccola cappella in onore di San Giuseppe. Ma Frère André non si accontentò di quell’edificio. Poteva ospitare solo poche persone. Frère André iniziò dunque a raccogliere fondi per la realizzazione di un’imponente chiesa, un santuario che – una volta completato – sarebbe diventato la più grande chiesa di tutto il Nord America. Nel 1924 fu completato il St. Joseph’s Oratory dove migliaia di pellegrini iniziarono a giungere ogni anno per venerare San Giuseppe e cercare la sua intercessione. Giungevano anche per incontrare Frère André, perché iniziava a circolare la sua reputazione di uomo che compiva miracoli.

Il ministero dei miracoli

Iniziò in piccolo, insieme al suo servizio come portinaio. Interagendo spesso con studenti e insegnanti, Frère André veniva a conoscenza dei loro problemi: malattie, preoccupazioni, tensioni famigliari… Pregava per loro e li esortava a cercare l’intercessione di San Giuseppe. Lentamente, le persone iniziarono a rendersi conto che quando Frère André pregava per chi ne aveva bisogno e lo indirizzava verso San Giuseppe, quella persona stava meglio. La voce si sparse e sempre più persone iniziarono a ricorrere a Frère André e ai miracoli che compiva. Il suo superiore gli concesse dunque di ricevere visite anche “in servizio”, permettendo cioè ai fedeli che ne avessero bisogno di visitare Frère André in Oratorio e chiedergli preghiere e consigli. Ancora oggi al St. Joseph’s Oratory è possibile vedere centinaia di stampelle lasciate dalle persone accorse e guarite per intercessione di Frère André e San Giuseppe.

San André di Montreal

Quando Frère André morì all’età di 91 anni, oltre un milione di persone accorse al St. Joseph’s Oratory per rendergli omaggio. “L’uomo dei miracoli di Montreal” era molto amato, al punto che questi uomini, donne e bambini affrontarono con coraggio l’inverno canadese – per ore – soltanto per trascorrere gli ultimi momenti insieme al corpo del santo. I suoi resti furono posti permanentemente nella basilica inferiore dell’Oratorio, in modo che i pellegrini potessero rendergli omaggio e cercare la sua intercessione (come fanno ancora al giorno d’oggi). Beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1982 e proclamato santo da papa Benedetto XVI il 17 ottobre 2010, Frère André è il primo membro della Congregazione di Santa Croce ad essere stato canonizzato.

Forse la cosa più bella della storia di San André è la sua incredibile umiltà. Quest’uomo semplice non ha portato avanti la sua opera per se stesso, ma per il suo amore verso San Giuseppe. Fu il suo cammino di venerazione nei confronti del padre terreno di Gesù a portare André dove è arrivato. Come risultato, Fra André continua ad incoraggiarci ancora oggi a rivolgerci a Giuseppe. Ite ad Joseph.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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