Stile di vita

Ipersensibilità emotiva: le emozioni sempre a fior di pelle

Vi hanno mai detto che siete molto sensibili? Sembra che tutto vi colpisca molto più degli altri? Ecco come far fronte alla situazione

Ipersensibilità emotiva: le emozioni sempre a fior di pelle

© Francesca Dioni *Aemaeth*

Vi hanno mai detto che siete molto sensibili? Sembra che tutto vi colpisca molto più degli altri? Qualsiasi situazione o circostanza, anche se può sembrare senza importanza, provoca in voi una reazione che molti ritengono esagerata? Sembra che abbiate sempre le emozioni a fiori di pelle? Forse avete un’ipersensibilità emotiva.

“Non chiedete mai scusa per il fatto di essere sensibili o emotivi. Mostrare le vostre emozioni è un segno di forza, non di debolezza”
-Ignacio Novo-

Le persone che si inquadrano nell’ipersensibilità emotiva hanno un certo sesto senso, un grado di empatia molto sviluppato con cui riescono a riconoscere diverse emozioni negli altri. Ad esempio, se qualcuno sta soffrendo lo capiscono prima degli altri, se qualcuno non è felice lo notano subito.

Il grande problema è che questo influisce su di loro e su come si sentono molto di più rispetto alle altre persone, soffrendo nella propria carne anche il dolore altrui. Per questo, non è raro che si abbia un’impulsività emotiva che sorprende gli altri.

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Tutto è una questione di prospettiva

La nostra prospettiva di fronte alle situazioni ha molto a che vedere con lo sviluppo dell’ipersensibilità emotiva, anche se è vero che esiste un evidente fattore biologico. È quanto ha constatato una ricerca realizzata da psicologi dell’Università di Stony Brook, a New York.

La ricerca si è avvalsa di immagini del funzionamento cerebrale che hanno evidenziato come le persone più sensibili mostrino una maggiore attivazione della corteccia frontale di fronte, ad esempio, a volti allegri o tristi. Ad esempio, captavano e paragonavano i dettagli con maggior precisione rispetto alle persone meno sensibili.

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Anche l’ambiente, ad ogni modo, influisce molto. Di fatto, si tratta di una combinazione di fattori genetici e ambientali che faranno comparire o meno l’ipersensibilità emotiva. Un esempio potrebbe essere quello di un bambino che nasce in un ambiente familiare instabile in cui ha serie carenze affettive. Man mano che cresce svilupperà seri problemi per equilibrare le sue emozioni, e per via della sua infanzia si mostrerà molto più sensibile a tutto.

A volte ci si sente trascinati dai sentimenti intorno a sé e questo impedisce di ascoltare se stessi. Forse quel bambino svilupperà vergogna, timidezza, insicurezza, ecc., ma nonostante tutto questo la prospettiva ha un ruolo importante. Sforzandosi e vivendo la situazione in un’altra maniera, le circostanze possono essere migliorate. In questo modo, pur continuando ad essere una persona ipersensibile, saprà gestire le proprie emozioni esprimendole e reagendovi in modo molto meno esagerato.

Vedere gli alberi ma non il bosco

L’ipersensibilità emotiva può essere molto positiva. Con essa è possibile sostenere le persone che hanno bisogno di aiuto, avere una grande empatia e adattare il proprio comportamento a chi sta passando un momento difficile. Se ci si concentra troppo sugli altri, tuttavia, si può perdere la visione più generale.

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Per questo è importante guardare le cose partendo da prospettive diverse. Concentrandosi sui dettagli, la prospettiva è influenzata dai propri sentimenti puntati su un aspetto reale, di modo che gli si darà molta importanza e si reagirà in modo esagerato a cose che gli altri non percepiscono.

Ad esempio, una parola o una frase detta con una certa intenzione può provocare una terribile aggressività, fastidio o rabbia, mentre gli altri in generale non percepiscono quell’intenzione, e anche se ci fosse non la ritengono così rilevante.

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L’ipersensibilità è potenziata dai problemi vissuti, e allora il fatto di trovarsi in una situazione simile a una già vissuta – o anticiparla – influenzerà in modo molto più profondo.

L’ipersensibilità emotiva può essere positiva? Ovviamente sì. Di fatto, ci permette di collegarci meglio alle altre persone e di aiutarle se ne hanno bisogno. Il grande problema è che esiste anche un lato oscuro carico di insicurezza, difficoltà a gestire le emozioni e vulnerabilità.

L’ansia, lo stress e la depressione sono malattie che colpiscono molto le persone con ipersensibilità emotiva. La difficoltà che impedisce loro di sentire meno, di smettere di preoccuparsi eccessivamente, di evitare di concentrarsi su quello che gli altri ignorano fa sì che questo “dono”, considerato tale da alcune persone, si trasformi nel loro peggior nemico.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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