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“Stabat”: la forza straordinaria della madre di un eroe

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Come Maria, anche accanto alla croce è rimasta in piedi

Prima ha ricevuto una delle notizie più terribili che si possano immaginare: l’aereo su cui viaggiava suo figlio era caduto sulle montagne in una notte piovosa, all’estero.

Poi il barlume della speranza si è acceso con forza, al soffio di una possibilità che offriva la vita: il figlio era stato strappato vivo all’incubo della morte.

E poi il colpo devastante, ancor più codardo del primo: il figlio, che era anche papà, non ce l’aveva fatta. L’eroe osannato che negli ultimi istanti della semifinale, con una difesa straordinaria, aveva garantito l’arrivo del Chapecoense alla finale della Coppa Sudamericana era morto.

Non si può chiedere a una madre di resistere a un dolore simile.

La signora Ilaídes, tuttavia, ha invertito la logica umana. La madre devastata dell’eroe goleador Danilo ha trovato in sé una forza che neanche sapeva di avere e ha consolato il reporter Guido Nunes, del canale SporTV, durante l’intervista che gli ha concesso venerdì nell’Arena Condá. L’ha abbracciato e l’ha fatto piangere dicendogli: “Posso farle una domanda? Come vi state sentendo voi della stampa avendo perso tanti amici cari in questo incidente? Mi può rispondere? Posso abbracciarla a nome della stampa?”

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L’atteggiamento sorprendente della donna è stato il coronamento del suo sfogo sull’angoscia per il fatto di non aver ricevuto notizie sulle condizioni di Danilo: “Penso che la cosa peggiore sia stata proprio quella. Se fosse accaduto quello che è successo agli altri avrei perso la speranza e basta, ma siamo rimasti in sospeso tutto il giorno e abbiamo avuto la conferma della sua morte solo alle 15.00. Siamo stati in agonia dalle 3.00 alle 15.00”.

Danilo aveva 31 anni e un bambino piccolo, ed era all’apice della sua carriera.

“Mi aspetto ancora molto dolore, molta attesa, molta sofferenza. Quello che ci sta uccidendo è questa attesa. Non è una cosa che viene da Dio. Non può essere. Tuo figlio che è in un posto lontano, non puoi abbracciarlo, arriva in una bara… E tu resti lontano, senza poterlo abbracciare, senza poter guardare più il suo viso. È terribile. Non so quando arriverà nella mia città per vederlo con i miei amici, con la mia famiglia. Con i suoi fans. Ci sono ragazzi che giocavano con lui a calcio da anni, e che ora piangono disperati”.

Questo sabato mattina, sotto una pioggia intensa che si abbatteva su una Chapecó desolata, i tifosi presenti all’Arena Condá per la veglia di 50 dei corpi rimpatriati hanno accolto con lunghi applausi emozionati la forza dimostrata dalla madre di Danilo.

La madre forte dell’eroe della squadra ha fatto il giro dello stadio per ringraziare i tifosi per l’affetto che dimostravano a lei e soprattutto al figlio.

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Tite, il tecnico della Nazionale brasiliana di calcio, ha voluto sottolineare la forza della signora Ilaídes: “Non dirò niente, solo quello che ho visto dalla madre di Danilo. È stato estremamente emblematico, la cosa più bella che possa accadere”.

Ecco i momenti in cui il pubblico dell’Arena Condá ha accolto con un’ovazione la madre coraggiosa, che come Maria è rimasta salda in piedi di fronte alla tragedia:

Nella foto, i genitori di Danilo durante la veglia nell’Arena Condá

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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