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La Caritas tedesca apre le porte ai rifugiati

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Trovare lavoro: questo uno dei problemi più difficili che si trovano ad affrontare i rifugiati in Germania. Chiave di volta per l’integrazione, l’inclusione professionale è una condizione fondamentale per previene ulteriori drammi sociali, non da ultimo l’espulsione. A questo problema si rivolge la Caritas tedesca con il progetto Türöffner, da poco concluso. L’idea è semplice ma efficace: un lavoro in tandem, in cui un volontario si impegna a fare da guida, o da «apriporte» appunto (questo il significato della parola tedesca Türöffner) per cercare lavoro a un rifugiato. 

Le cifre parlano chiaro: sono 386mila i rifugiati oggi in cerca di impiego in Germania, secondo i dati forniti dall’«Agenzia federale per il lavoro». Oltre allo scoglio della lingua, sono tante le sfide per i nuovi arrivati, a cui mancano spesso informazioni e conoscenze basilari per la ricerca di un impiego. Secondo uno studio dell’Istituto tedesco per la ricerca economica, solo il 22% dei rifugiati trovano lavoro grazie alle agenzie di collocamento statali, mentre ben il 53% grazie ai contatti personali. Da qui l’idea della Caritas: un progetto che dal 20 al 25 novembre ha interessato 38 tandem sparsi su tutto il territorio nazionale. Giovani provenienti da Siria, Iraq, Georgia, Afghanistan ed Eritrea, supportati nel loro percorso di integrazione da volontari. Piccoli gesti di speranza amplificati anche da un sito, ricco di video e informazioni utili sulle loro esperienze, e dai social media. 

Fra loro ci sono anche Paola e Rashed. Lei un’italiana che vive da sei anni ad Amburgo, lui invece un afghano, in Germania dal gennaio di quest’anno. Rashed, che ha già lavorato come cameraman nella tv del suo Paese, sogna oggi di trovare un lavoro per poter portare a termine i suoi studi in Germania. E a pochi giorni dal lancio del Progetto, è arrivata la prima buona notizia: Bilal, siriano di 21 anni, grazie all’aiuto del suo partner tedesco Willi ha trovato uno stage a Neuss, a pochi chilometri da Düsseldorf, con ottime possibilità di avere presto un posto fisso. Per gli altri, dopo i numerosi contatti con compagnie e istituzioni attivati all’interno del progetto Türöffner, si aspettano risposte nei prossimi giorni. 

A raccontarlo è Martin Herceg, responsabile comunicazione della Caritas tedesca per i rifugiati e l’immigrazione, che abbiamo intervistato: «Sono centinaia di migliaia i rifugiati supportati dalla Caritas in Germania. Molti i progetti in corso, fra cui un’attività di consulenze pensata apposta per i rifugiati che cercano un impiego». Secondo i dati riportati dal settimanale Die Zeit, un tedesco su dieci si sarebbe impegnato come volontario per prestare soccorso ai rifugiati. Una sfida importante, in una Germania interessata dall’arrivo di un milioni di rifugiati solo nel 2015. Un ruolo di primo piano, nel campo dell’accoglienza, lo hanno avuto le chiese: cattolici e protestanti. 

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