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Sono musulmana e vi chiedo di non cancellare il Natale

La "paranoia dell'offendere le altrui sensibilità religiose" ha l'unico risultato di esacerbare gli animi e minare allo sviluppo di una sana intercultura

Sono musulmana e vi chiedo di non cancellare il Natale

Remona Aly

“Provare ad evitare di offendere le sensibilità delle altre religioni annacquando le tradizioni natalizie non fa che alimentare il falso mito dell’intolleranza islamica” – Remona Aly, The Guardian

Che Natale sarebbe senza polemiche? Già dal 17esimo secolo i Puritani emanarono delle leggi che vietavano le celebrazioni natalizie.

E nel periodo della Rivoluzione, in Francia furono proibite le funzioni religiose di Natale e la galette des rois (torta dei re) fu rinominata Gâteau de l’Égalité (torta dell’uguaglianza), rimuovendo ogni riferimento ai Re magi e alla Natività.

Galette Des Rois

Nulla di nuovo sotto il sole, dunque. L’anno scorso Starbucks è finito in un polverone mediatico per aver rimosso, dalle proprie “tazze di Natale”, ogni simbolo cristiano. E quest’anno il Regno Unito è – nuovamente – attraversato dal timore che manifestare la propria identità culturale e religiosa possa offendere chi appartiene ad un’altra confessione di fede.

Nello specifico, diversi datori di lavoro britannici si sono detti incerti se organizzare feste di Natale in ufficio e mandare cartoline ai dipendenti, perché temono seriamente di urtare la sensibilità di chi, tra il proprio team, appartiene ad una minoranza religiosa. Alcuni hanno vietato l’uso di decorazioni in ufficio e rinominato le “festività natalizie” in “festività invernali”.


Le tazze di Starbucks che hanno fatto discutere