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“Molti di loro non sono cristiani, ma vogliono partecipare all’Angelus”

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«A Roma per Francesco». È lo slogan del pellegrinaggio dalla Calabria alla Città eterna dei duecento stranieri del programma Pitagora Mundus che il 18 dicembre assisteranno all’Angelus in piazza San Pietro. Il giorno dopo, lunedì 19 dicembre, la delegazione di studenti curdi, iracheni, egiziani e sudamericani sarà ricevuta in Campidoglio e alle 10, nella «Sala della Protomoteca», si svolgerà una conferenza sul valore della formazione nella cooperazione internazionale, poi i ragazzi incontreranno l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita al quale rivolgeranno domande in un confronto allargato agli animatori del progetto culturale che in otto anni ha permesso di frequentare le scuole superiori a un migliaio di giovani extracomunitari in istituti e convitti della Calabria prima e ora anche della Campania e della Toscana.  

«L’Agenzia della cooperazione e dello sviluppo è stata coinvolta con l’arrivo di 27 studenti somali – spiega Salvatore La Porta, presidente dell’Istituto calabrese di politiche internazionali, la onlus da cui è partita l’iniziativa – Il Ministero degli Esteri della Somalia ha chiesto 27 borse di studio alla Farnesina che gliele ha concesse». In questo modo la cooperazione internazionale viene collegata all’istruzione. «La filosofia è quella di non dare solo il pesce, ma anche la canna per insegnare a pescare – conclude La Porta – Un progetto senza finanziamenti europei e statali. Siamo come la dieta mediterranea, facciamo sinergia di tutto, facciamo con tutto ciò che facciamo. Il prossimo passo sarà accogliere i minori stranieri non accompagnati attraverso i comuni e i convitti che hanno dato la disponibilità a ospitarli». Le borse di studio vengono erogate in base alla disponibilità delle scuole dei diversi comuni di ospitare un certo numero di studenti.  

Le disponibilità di posti vengono raccolte e proposte attraverso le ambasciate ai paesi in via di sviluppo. Gli studenti stranieri si iscrivono al primo anno delle superiori e dopo cinque anni arrivano al diploma. Dopo il diploma tornano nei loro paesi e diventano un ponte tra l’economia italiana e quella del loro paese di provenienza. Il 18 dicembre dunque un gruppo di studenti andrà a piazza San Pietro all’Angelus di papa Francesco, tra loro studenti paraguaiani selezionati dal Ministero degli Esteri paraguaiano nelle zone più povere del paese. Ora il progetto è stato esteso, viene a Salerno e nei piccoli comuni della Toscana attraverso istituti scolastici e convitti. Il progetto è stato adottato dal Ministero dell’Istruzione e il 10-11 novembre si è tenuto un incontro a Diamante, in provincia di Cosenza, per istituire un gruppo di coordinamento nazionale. Attraverso il piano presentato al viceministro degli Esteri, Mario Giro è allo studio la modalità tecnica per poter destinare l’1% dei fondi della cooperazione internazionale alla formazione dei giovani di paesi in via di sviluppo ai quali Pitagora Mundus permette di studiare.  

«Sono stati gli studenti a chiederci di partecipare all’Angelus di Francesco – racconta La Porta – Molti di loro sono di altre religioni ma riconoscono in Papa Bergoglio un punto di riferimento e nei sui appelli all’accoglienza trovano un motivo di condivisione. Per loro venire a Roma per Francesco è un gesto con un profondo significato, è come ricambiare l’affetto per chi non si dimentica di loro. Molto importante è anche l’incontro con monsignor Paglia, al quale abbiamo presentato l’iniziativa in un incontro in Vaticano. La sua presenza in Campidoglio permetterà un confronto tra i nostri ragazzi e un Presule da sempre in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione che ha favorito numerosissime iniziative e incontri di natura ecumenica e di dialogo interreligioso. Da Vescovo è stato presidente della commissione ecumenismo e dialogo della Cei e per il suo impegno per la pace e il dialogo ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali».  

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