Religione

Le sette non hanno sempre un’apparenza religiosa

Attenzione ai gruppi coercitivi

Le sette non hanno sempre un’apparenza religiosa

©Photographee.eu-Shutterstock

A cura della Diocesi di Malaga

 

Quando si parla di sette, si collegano sempre a elementi religiosi. È corretto?

È vero che ci sono molti gruppi che fingono di essere religiosi, ma le sette si rinvengono anche sotto l’apparenza di terapie mediche, attività sportive o culturali, ecc.

Per questo, non bisogna pensare che tutti i gruppi abbiano come “gancio” la spiritualità.

La maggior parte di loro, questo sì, dà molta importanza a superstizioni, pratiche coercitive, settarie o manipolative.

Qual è il profilo della vittima?

Una vittima di un programma di manipolazione in genere non ne è consapevole. Pensa di trovarsi in un gruppo privilegiato, elitista, e di essere stata scelta per fare qualcosa di grande.

Allo stesso tempo, però, queste organizzazioni minano i rapporti sociali e familiari, e generano paura e sensi di colpa con cui indebolire la forza di volontà.

Tutto ciò presuppone da un lato la perdita della libertà, dall’altro problemi di salute mentale.

Quali sono gli obiettivi perseguiti da questi gruppi?

Ogni setta persegue obiettivi diversi – sessuali, di potere politico o economico… – in funzione dei desideri del leader.

Esistono cifre approssimative sul numero delle vittime?

Sono stati compiuti pochi studi, ma alcuni di quelli più affidabili indicano che fino all’1% degli abitanti di una zona può essere caduto nella rete di gruppi coercitivi.

Utile al riguardo è il lavoro dell’Associazione Latinoamericana per la Ricerca sugli Abusi Psicologici (Asociación Iberoamericana para la Investigación del Abuso Psicológico, AIIAP), un’associazione professionale specializzata in relazioni settarie, sette distruttive e altre dinamiche di abuso psicologico..

Come ci si può difendere da questo tipo di pratiche?

La prima cosa che deve mettere in allarme è che il gruppo richieda attività diverse da quelle che offriva.

Ad esempio, se una persona frequenta un gruppo di yoga non dovrebbe sentirsi chiedere qualcosa che non abbia a che vedere con lo yoga.

Questi gruppi, inoltre, in genere denigrano la società attuale perché sia più facile presentare la propria alternativa di una società nuova.

Se prese in tempo, comunque, queste situazioni hanno una via d’uscita, ma bisogna agire il più rapidamente possibile.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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