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Celebrazione domestica per il martedì della II settimana di Pasqua

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Daniel Jedzura I Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 20/04/20

La Celebrazione della Pasqua si sviluppa per le sette settimane che si sono aperte con la Grande Veglia e che culmineranno a Pentecoste: una settimana di settimane, dunque, la prima delle quali vale come una domenica lunga sette giorni (detta appunto “ottava di Pasqua”). Fino alla fine della quarantena, Aleteia vi accompagnerà nella santificazione di tutti i giorni del Tempo Pasquale con celebrazioni quotidiane della Parola di Dio.




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Indicazioni per l’uso:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalino e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La si può fare dal sabato sera (celebrazione vigiliare) alla domenica sera, ma la domenica mattina resta comunque il momento più appropriato.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata per esprimere la gioia pasquale: tutto quel che per il Venerdì Santo era stato tolto può ragionevolmente essere ripristinato.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Martedì della II settimana di Pasqua

Celebrazione della Parola

Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
siamo nella gioia, esultiamo, rendiamo grazie: il Figlio dell’uomo è stato elevato e, in lui, siamo stati promessi alla beatitudine eterna.

In effetti, il trionfo di Cristo è il trionfo dell’umanità tutta intera come il trionfo di ciascuno di noi: esso è il coronamento della Storia della Salvezza. Fratelli e sorelle, comprendetelo bene: se la Storia della Salvezza non si fosse orientata a alla liberazione dell’umanità dalle grinfie del male e della morte essa non avrebbe richiesto la morte di Dio. Il coronamento della Storia della Salvezza così come il Padre l’aveva concepita nel suo benevolo disegno esigeva che un Dio donasse la sua vita come prova di amore infinito.

Perché il coronamento finale della Storia della Salvezza è che l’umanità sarà adottata nel seno stesso della divinità: Dio si è fatto uomo morto perché l’uomo, risorto in lui, diventasse Dio. Ecco perché la risurrezione di Cristo e la sua esaltazione sono intimamente legate: Gesù di Nazaret, nostro fratello in umanità, e Dio – Signore della vita – non sono che un’unica cosa.

Così il piano dell’amore di Dio si rivela nella sua inaccessibile profondità: se il Figlio di Dio è morto e risuscitato è perché tutti abbiano la vita eterna, e non una vita eterna qualsiasi, ma la vita divina vera e propria.

Pausa

O Gesù, siamo impediti a perpetuare l’offerta della tua vita mediante la partecipazione all’Eucaristia: più che mai tu ci chiedi di attualizzarla amandoci gli uni gli altri come tu ci hai amati.

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. ℟. Amen.

Colui che guida prosegue:

Per prepararci ad accogliere la Parola di Dio e perché essa possa guarirci, riconosciamoci peccatori.

Si recita quindi l’atto penitenziale, con queste o simili parole:

℣.: Pietà di noi, Signore:

℟. contro di te abbiamo peccato.

℣.: Mostraci, Signore, la tua misericordia,

℟. e donaci la tua salvezza.

℣.: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Si dice o si canta allora:

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

℣.: Christe, eleison, 

℟. Christe, eleison

℣.: Kyrie, eleison, 

℟. Kyrie, eleison

Colui che guida recita allora l’orazione colletta:
Concedi al tuo popolo, Dio misericordioso, di proclamare la potenza del Signore risorto, perché in lui, sacramento universale di salvezza, manifesti al mondo la pienezza della vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre il secondo resta seduto.

PRIMA LETTURA 
At 4,32-37
Un cuore solo e un’anima sola

Dagli Atti degli Apostoli

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.

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