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Celebrare in casa la Veglia Pasquale del Sabato Santo

Aleteia - pubblicato il 10/04/20

Per santificare degnamente le feste pasquali, Aleteia (con la collaborazione della rivista Magnificat) vi propone questa celebrazione domestica della Parola di Dio.

Indicazioni specifiche per la Liturgia della Luce:

  • Sarà il caso di dedicare una buona parte del sabato alla preparazione di una celebrazione veramente indimenticabile. Ne vale la pena.
  • Idealmente, si farà una cena leggera o un semplice spuntino (il Triduo non è più Quaresima ma adotta la medesima disciplina) sul presto, in modo da cominciare poco dopo il tramonto (che in Italia sarà alle 19:47) e da lasciare modo a chi lo desidera di seguire la diretta della Veglia Pasquale da San Pietro, presieduta dal Papa.
  • Si avrà cura di organizzare un ricco spuntino per dopo la celebrazione: uova, cioccolato, biscotti, colombe, pupe e quant’altro (specie dando spazio alle tradizioni locali). È la più bella festa dell’anno: Alleluia!
  • In questo periodo di quarantena, l’apertura di una bottiglia di spumante non sarebbe fuori luogo, tanto è giusto (specie nella presente situazione) sottolineare la vittoria definitiva di Cristo, nostro fratello e nostro Dio, sulle forze del male e della morte.
Disposizioni pratiche
  • Se possibile, ci si dispone in un’altra stanza rispetto a quella dov’è collocato l’angolo-preghiera: una scatola di fiammiferi, una grande candela, una candelina a testa.
  • Conviene disporre almeno di una candela che possa durare tutto il tempo della celebrazione perché funga da “cero pasquale”.
  • Se mancano le candele, i partecipanti potranno prendere gli smartphone in modalità aereo con la funzione lampada accesa e tenuto tra le mani giunte. All’occorrenza anche una lampadina tascabile farà alla bisogna.
  • Per tutto il Sabato Santo, si mantiene l’angolo della preghiera privo di ornamenti. Si dispongono però di lato tutti gli ornamenti che torneranno ad essere apportati per la veglia di Pasqua: statue, immagini, icone, candele, fiori. Per accrescere il carattere festivo, i bambini prepareranno disegni, fiori di carta, uova decorate eccetera.
  • Prendendosi un ragionevole tempo prima della preghiera famigliare, la persona che dovrà condurla studierà con attenzione i consigli pratici dati qui e nel corso del testo: evitare ogni forma di esitazione o di improvvisazione durante lo svolgimento.
  • Ove se ne avesse una in casa, si utilizzerà la campanella durante la recitazione del Gloria. Se non se ne trovano, con gli smartphone si troveranno agevolmente miriadi di suoni di campane e si potrà produrre un conveniente concerto che accompagni il Gloria.
  • Per chi non dispone di un giardino.
    • Facendo in modo che non rischi di propagarsi, si accenda un fuoco in un grande calderone alimentandolo con carta, sterpaglie e qualche pezzetto di legna secca.
    • Non è raccomandabile né consigliato che il fuoco sia molto forte: basta che divampi un tantino.
    • Si tengano a portata di mano un secchio d’acqua e una coperta per spegnere il fuoco in caso di pericolo.

Indicazioni per l’uso complessive:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente tutte le letture e le orazioni della Grande Veglia nel messalino e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata per esprimere la gioia pasquale.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Veglia Pasquale

Celebrazione della Parola

«Venite, guardate il luogo dove era stato deposto»

Tutte le luci devono essere spente. Ci si riunisce attorno al fuoco acceso (o nel luogo dove si sono disposte le candele). Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
in questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera.
Purtroppo siamo impediti a partecipare alla Liturgia della Luce e alla celebrazione dell’Eucaristia. Sappiamo bene, tuttavia, che quando ci riuniamo per pregare nel suo Nome Cristo Gesù è presente in mezzo a noi. Parimenti crediamo che quando si legge la Scrittura in Chiesa, è lo stesso Verbo di Dio a parlarci. La sua Parola è allora vero nutrimento per la nostra vita.

Ecco perché adesso tutti insieme, in comunione con l’intera Chiesa, commemoreremo la Pasqua del Signore ascoltando la sua Parola di Vita. Lo faremo nella speranza di avere parte al suo trionfo sulla morte e di vivere con lui per sempre in Dio.

Pausa

In comunione di cuore e di spirito con tutta la Chiesa, celebriamo la Luce di Cristo e mettiamoci in ascolto della sua Parola che salva.

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

℟.: Amen.

LITURGIA DELLA LUCE

Se non c’è del fuoco, colui che presiede la celebrazione accenderà il cero che fungerà da “cero pasquale” e lo terrà in mano. Al limite, se proprio non c’è altro da fare, utilizzerà la lampada del suo smartphone.
Se c’è un fuoco, egli attenderà la fine della preghiera di benedizione per accendere il suo cero.

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

Colui che guida la celebrazione, a mani giunte, dice questa preghiera:

℣.: O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria,  benedici questo fuoco nuovo, fa’ che le feste pasquali  accendano in noi il desiderio del cielo, e ci guidino, rinnovati nello spirito, alla festa dello splendore eterno.
Per Cristo nostro Signore.

℟.: Amen.

Se c’è un fuoco, si accende il “cero pasquale” al fuoco nuovo.
In ogni caso, presentando il “cero pasquale” acceso, colui che guida la preghiera dice:

La luce del Cristo che risorge glorioso
disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

E tutti insieme ripetono:

La luce del Cristo che risorge glorioso
disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

ACCLAMAZIONE E PROCESSIONE

La parabola delle dieci vergini c’insegna: «A mezzanotte si levò un grido: “Ecco lo sposo, andategli incontro!”». Così è pure per la Veglia pasquale. La grande notizia della Risurrezione sfolgora nella notte: «Cristo luce del mondo!»
Tenendo sempre il “cero pasquale”, colui che guida la celebrazione esclama con voce chiara e distinta: 

Cristo, luce del mondo!

E tutti insieme rispondono:

Rendiamo grazie a Dio!

Si resta in piedi, con le luci accese

EXSULTET

Ove fosse presente qualcuno in grado di intonare convenientemente la forma ordinaria del Preconio Pasquale (chiaramente con l’omissione delle parti riservate ai ministri ordinati, qui riportate tra [ ]), il cantore procederà in tal senso. Diversamente, un lettore proclamerà il testo (sempre con l’omissione delle parti riservate ai ministri ordinati, qui riportate tra [ ]) con tono adeguatamente solenne.

Esulti il coro egli angeli, esulti l’assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.

Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.

Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.

[E voi, fratelli carissimi,
qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.]

[Il Signore sia con voi.
℟.:E con il tuo spirito.]

In alto i nostri cuori.

℟.: Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
℟.: È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l’esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.

Egli ha pagato per noi all’eterno Padre il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.

Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.

Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell’Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.

Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.

Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all’amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.

Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
risorge vincitore dal sepolcro.

Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.

O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!

Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!

O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere
il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi.

Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.

Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.

Dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.

O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo creatore!

In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.

Riconosciamo nella colonna dell’Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l’ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.

Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.

Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.

℟.:Amen.

Si porta il cero pasquale acceso sull’angolo preghiera in modo appropriato e sicuro. Non ci si dimenticherà di spegnerlo alla fine della celebrazione.
Ognuno spegne la propria candelina e si siede.

LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURA DALL’ANTICO TESTAMENTO

Es 14,15-15,1a
«I figli d’Israele avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare»

Dal libro dell’Esodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

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