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Secondo Padre Amorth le anime vaganti esistono e non sono malefiche

GABRIELE AMORTH
Vandeville Eric/ABACA/EAST NEWS
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L'esorcista ha aperto alla possibilità in un suo libro: il rapporto con queste presenze è fastidioso ma non violento

Le anime vaganti esisterebbero e non sarebbero malefiche. La tesi è di Padre Gabriele Amorth, l’esorcista molto noto, morto nel 2016.

Enrica Perucchietti e don Marcello Stazione esplorano il tema in “Anime Vaganti“ (Sugarco edizioni). Le anime vaganti, per i teologi ed esorcisti cattolici che credono nella loro esistenza, sarebbero anime di persone:

1. che non hanno avuto modo di conoscere Dio e di amarlo: non cristiani, cristiani vissuti nell’ateismo e nell’agnosticismo di fatto o per induzione familiare;

2. vissute nel male pensando che fosse “bene”: bambini soldato, popolazioni di cannibali;

3. vittime di abusi da parte della Chiesa o di ecclesiastici e quindi hanno rifiutato la religione in odio in parte molto comprensibile per la contro-testimonianza ecclesiale ricevuta;

4. che si sono suicidate senza totale «piena avvertenza» e «deliberato consenso»;

5. decedute di morte improvvisa senza possibilità di pentimento ma in peccato mortale con peccati non gravissimi;

6. morte nell’indifferenza religiosa, cioè non hanno peccato abbastanza per meritare l’inferno, non hanno fatto opere buone per guadagnare il paradiso;

7. che comunque hanno peccato in modo grave ma senza assoluta “piena avvertenza” e “deliberato consenso”;

8. di bambini non nati a fortiori: non essendo nati non hanno potuto realizzare il progetto di dio su di loro e non hanno potuto peccare in linea generale (Aleteia, 6 maggio 2017).

DUCH, ZJAWA
Unsplash | CC0

Padre Amorth è possibilista circa l’azione delle anime vaganti. come riporta nel suo libro “Esorcisti e psichiatri“, e in merito a un convegno a porte chiuse dell’Associazione Internazionale degli esorcisti consegna un interessante spaccato sulle posizioni degli esorcisti “possibilisti”.

Il demonio e il defunto

Amorth cita il racconto di un esorcista laziale che testimoniò di essersi imbattuto in diversi casi di presunte anime erranti, dichiarando:

«Il più delle volte ho riscontrato esatto l’avvertimento del Rituale: dopo molta insistenza, emergeva la presenza di un demonio, che cercava di passare come l’anima di un determinato defunto, con indicazione precisa del nome. Qualche volta invece ho avuto l’impressione di trovarmi alla presenza di un defunto: se dichiarava di essere un dannato, intimavo che andasse dove Cristo giudice l’aveva destinato; in caso contrario gli promettevo suffragi, cercavo che fosse pentito delle sue colpe e raccomandavo quell’anima, sotto condizione, alla misericordia di dio.

Ho avuto casi in cui queste eventuali anime non si facevano più sentire, pur dovendo io continuare a praticare gli esorcismi; e casi in cui, dopo qualche volta, queste anime sembrava che ritornassero, per poi scomparire del tutto. Descrivo l’esperienza così come appariva e si svolgeva, senza nessuna intenzione di ricavarne delle conclusioni. I nostri esorcismi sono diretti alla liberazione delle anime dalla possessione diabolica o da mali malefici; se durante gli esorcismi viviamo esperienze particolari, mi pare che facciamo bene a darne testimonianza, ma non spetta a noi il compito di ricavarne conclusioni che esulano dal nostro ministero».

Spiriti in difficoltà

Come spiega Amorth, la supposizione che almeno in gran parte di questi casi non si tratti di autentici demoni, ma di spiriti vaganti in difficoltà, nasce dalla marcatissima diversità che c’è tra l’indemoniato e colui che invece sente le presenze.

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