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Ti senti solo? il cuore di Gesù è la tua casa!

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Credere - pubblicato il 29/03/19

Dio porta ciascuno di noi nel suo cuore di Padre con le nostre sofferenze, con le nostre povertà perché ognuno di noi possa sentirsi finalmente a casa.

di Chiara Amirante

Hai mai fatto i conti con il tuo sentirti solo, con il tuo sentirti forestiero? Ma quando torni a casa tua, in famiglia, ti senti a casa? O vivi con i tuoi familiari da illustre sconosciuto? Si torna: «Ciao, ciao, come stai? Tutto bene?»; poi davanti alla Tv, a internet, alla playstation… Il Vangelo del figliol prodigo ci riporta a questa esperienza di misericordia che ci fa sentire a casa.

Quando di solito sentiamo di non aver più casa? Proprio quando siamo soli, quando il peccato ci isola, ci ripiega su noi stessi e ci fa sperimentare un grande senso di vuoto e di tristezza.


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Come ha vissuto Gesù questo farsi casa per noi? Accoglieva i poveri nella sua casa? Non risulta, perché lui diceva: «Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Matteo 8,20).

Non risulta che avesse una casa, un centro di accoglienza per i forestieri, ma si è fatto forestiero con noi, si è fatto solo con noi, si è sentito straniero con noi, perché è venuto in questa terra e il mondo non lo ha accolto, ed è arrivato a sentirsi straniero e senza casa fino a perdere la sua di casa: il Padre e il Cuore di Maria, sua Madre; quella famiglia che non avrebbe mai pensato di poter perdere, perché «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Giovanni 10,30).

Eppure il suo amore per noi è arrivato allo spogliamento totale. Ha perso anche lui con noi la sua casa, si è sentito drammaticamente solo perché nessuno di noi potesse sentirsi più solo. Quel Cuore spaccato da un dolore che mai potremmo lontanamente immaginare, quel Cuore trafitto è diventato casa per tutti noi, è diventato capace di contenere il nostro dolore, il nostro peccato, perché l’ha vissuto in prima persona assumendolo su di sé e ci chiede di accogliere con amore il fratello che si sente solo.




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Dio porta ciascuno di noi nel suo cuore di Padre con le nostre sofferenze, con le nostre povertà perché ognuno di noi possa sentirsi finalmente a casa. «Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA CREDERE

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