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I duri digiuni di Santa Lutgarda di Tongres per liberare le anime dal Purgatorio

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Santa Lutgarda

don Marcello Stanzione - pubblicato il 21/03/19

La monaca fiamminga si impegnava in penitenze estenuanti, che associate alle preghiere, consentivano di lenire le sofferenze alle anime purganti come testimoniano le sue visioni

Aveva appena 12 anni la belga Lutgarda quando entrò nel convento delle benedettine di S. Caterina a Saint – Trond. Ma la sua così come per molte altre giovani dell’epoca, non fu una scelta dettata dalla vocazione. Ella era una nata in una famiglia molto povera e per lei, non sarebbe stato mai possibile pensare ad una dote che l’avrebbe condotta al matrimonio, quindi non rimaneva, come per tante nella sua condizione che il convento.

Fu collocata presso le monache benedettine di Santa Caterina, presso Saint – Troud. Qui si distinse per la sua ilarità, e per l’inguaribile superficialità e la svogliatezza negli studi. Riceveva spesso le visite dei familiari nel parlatorio, e nonostante le affettuose raccomandazioni a prendere coscienza della sua situazione, la giovane tornava puntualmente alle sue abitudini infantili. Il cambiamento avvenne improvvisamente. Ella giunta nel parlatorio con abbondante anticipo, si trovò da sola e mentre era assorta nei suoi pensieri, ebbe una visita speciale, quella di Gesù, con il volto trasfigurato dalla passione ed con il suo corpo segnato dalle terribili sofferenze che aveva passato.


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Egli si rivolse a lei con grande dolcezza spiegando la serietà della fede ed il suo bisogno di trovare conforto nelle preghiere delle spose terrene. In un istante capii quale sarebbe stata la sua nuova strada e si promise a cristo come sposa fedele. Inizialmente il totale cambiamento della ragazza non impressionò le monache benedettine, avendolo scambiato per una lieve crisi, nel passaggio dall’adolescenza alla pubertà. Ma davanti all’incrollabile spiritualità sviluppata, dovettero ricredersi.

Dopo qualche anno di studio, la giovane suora venne nominata priora. Ma non era il comando la sua vocazione; la sua aspirazione era servire il Signore nell’ombra, con grande umiltà e devozione. Decise allora di partire, e passando per altri conventi del Belgio, giunse infine nella comunità di lingua francese di Aywières. Qui, ligia nei modi e severa osservante della Regola, si distinse per la sua austerità e la carità, che esercitò non facendo mancare mai il suo conforto ai meno fortunati. Devota al Sacro Cuore, ne fu ricompensata con i doni mistici. Ebbe diverse apparizioni, e, per intercessioni Divine, operò guarigioni e conversioni.


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La diocesi di Namur, dove ella era ospite dalle monache Cistercensi, si rivelò per la sua scelta di totale solitudine. Ormai cieca, debilitata ma piena di Fede, visse gli ultimi undici anni della sua vita parlando il necessario: per pregare o praticare conversioni. Si spense il 16 giungo 1246.

Inizialmente sepolta ad Aywières, vicino liegi, le sue spoglie vennero traslate nel 1796, quando imperversava la Rivoluzione Francese. Nel 1877 trovò il riposo eterno nella chiesa di Bas – Itrre. Un domenicano molto noto, Tommaso di Cantimpré, ne scrisse la Vita immediatamente dopo la sua morte, tra il 1246 e il 1248. ma Lutgarda non sarà canonizzata ufficialmente. Sembra che la donna, della quale si dice che non sia mai riuscita a parlare francese (che abbia voluto conservare la lingua della sua cultura originaria, il fiammingo, nel contatto con i laici?) sia stata guardata con un certo sospetto della Chiesa ufficiale. Innocenzo IV chiese a Tommaso di Cantimpré di correggere la prima redazione della sua Vita.


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Il domenicano chiama Lutgarda soltanto “pia” , mai santa; ella però fu considerata e onorata come santa, “alla vecchia maniera”. secondo la sua Vita si era specializzata nella liberazione delle anime del Purgatorio. Al suo attivo conta alcuni assistiti notori e anche celebri. Il primo di cui veniamo a conoscenza è Simone, abate di Foluilly, “uomo fervente ma duro con quello che dipendevano da lui”. Egli morì prematuramente. Poiché aveva avuto una predilezione per la pia Lutgarda ella fu sconvolta dalla sua morte. Compì penitenze speciali (afflictiones) e digiuni e chiese la liberazione dell’anima del defunto al Signore, che le rispose: “Grazie a te sarò verso colui per cui tu preghi”.

Decisa militante della liberazione delle anime dal Purgatorio, replica: “Signore, non smetterò di piangere e non mi accontenterò delle tue promesse finché non avrò potuto veder liberato colui per il quale io ti imploro”. Allora il Signore le apparve e le mostrò l’anima stessa che lo accompagnava dopo essere stata liberata dal Purgatorio. “In seguito Simone apparve di frequente a Lutgarda, e le disse che egli avrebbe trascorso quarant’annoi in Purgatorio se la preghiera di lei non lo avesse aiutato presso Dio misericordioso”. In punto di morte la beata Maria di Oignies attestò che le preghiere, i digiuni e gli sforzi avevano un grande potere. Maria predisse: “Non esiste sotto il cielo in intercessore più fedele ed efficace della signora Lutgarda nel liberare con le sue preghiere le anime dal Purgatorio. Da viva ella compie ora miracolo spirituali, dopo la morte ne farò di corporali”.


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Anche il cardinale Giacomo di Virty avrebbe potuto beneficiare dell’intercessione di Lutgarda. Quattro giorni dopo la sua morte la donna, che non era al corrente, fu trasportata in cielo e vide l’anima di Giacomo di Virty condotta dagli angeli in Paradiso. “Lo spirito di Lutgarda si congratulò e gli disse: “Reverendissimo Padre, ignoravo la tua morte,. Quando hai lasciato il corpo?”. Egli rispose: “Quattro giorni fa, e ho passato tre notti e due giorni in Purgatorio”. Lei si stupì: “Perché non hai dato un cenno a me, sopravvissuta, subito dopo la sua morte, affinché io ti liberassi dalla tua pena con l’aiuto delle preghiere delle nostre sorelle?”. “Il Signore”, replicò lui, “non ha voluto rattristarti con la mia pena, ma ha preferito consolarti con la mia liberazione, il mio purgatorio già ultimato e la mia glorificazione. Ti però mi seguirai ben presto”. A queste parole la pia Lutgarda tornò in sé e annunciò con grande gioia alle sorelle la sua morte, il suo purgatorio e la sua glorificazione.


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Secondo Tommaso di Cantimpré il purgatorio di Giacomo di Virty ebbe un secondo testimone, un frate del convento dei domenicano di Roma presso il quale Giacomo di Virty fu in un primo tempo sepolto, cui Dio rivelò, sempre il quarto giorno dopo la morte del cardinale, il suo purgatorio e la sua glorificazione. La beata Maria di Oignies apparve infine a Lutgarda e la pregò di intervenire in favore del comune amico Baldovino di Barbenzon, priore di Oignies, ex cappellano di Ayeiéres, cui aveva promesso di aiutarlo al momento della morte.

Tommaso di Cantimpré conclude: “O venerabile Maria, come sei sincera nella tua testimonianza, fedele nella tua promessa, che tu hai voluto recarti a chiedere alla pia Lutgarda il suffragio delle sue preghiere per tutti i mortali, tu che, quando eri ancora su questa terra, hai pregato colei che era potente per liberare le anime dal Purgatorio, e che, sublimata, nelle gioie celesti, sei venuta ancora a chiedere il suo aiuto per un amico defunto!”.


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