Accade nella diocesi di Gaeta. A promuoverla Padre Antonio Rungi. L’obiettivo? Proteggere le famiglie ed educare alla natalità
«Un Bambinello in ogni famiglia credente»: è questo lo slogan di padre Antonio Rungi, promotore ad Itri, nell’arcidiocesi di Gaeta, di una iniziativa unica nel suo genere. Benedirà il prossimo 8 dicembre, nella sua parrocchia, le statuine del Bambino Gesù, con l’auspicio che ogni famiglia credente, in questo periodo natalizio, possa tenerne uno in casa.

Un’iniziativa che nasce «non solo per invogliare a riscoprire la bellezza del presepe in ogni famiglia cristiana, credente e praticante, ma anche per invogliare le giovani coppie ad aprirsi generosamente al dono della maternità e della paternità responsabili. In un’Italia, tra i Paesi costituito da tanti anziani e pochi bambini – scrive padre Rungi, passionista e delegato episcopale, nel presentare questa iniziativa – con una denatalità elevatissima, le coppie dei giovani sposi devono riscoprire la bellezza di mettere al mondo dei bambini che sono la gioia e la felicità di ogni famiglia cristiana e umanamente aperta al discorso della vita».
Buon auspicio per le giovani coppie
Gesù Bambino, «benedetto e consegnato alle nostre famiglie qui a Itri, ma mi auguro in ogni parte d’Italia e del mondo dai nostri sacerdoti», sia un motivo in più «per riflettere su questi fondamentali valori della vita cristiana, morale e sociale. Una nazione senza bambini e senza infanzia è destinata a morire ad estinguersi. L’identità nazionale e la dominante della cultura cristiana in Italia passa attraverso anche l’accoglienza della vita nelle coppie soprattutto giovani, che più si possono dedicare alla cura dell’infanzia».
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Educare contro la violenza sui bambini
Un Bambinello benedetto «è segno di protezione in ogni famiglia e soprattutto di speranza in quelle famiglie in cui i bambini sono desiderati ed attesi, ma non arrivano per tanti limiti umani. Per tutte le mamme in attesa – conclude padre Rungi – per le mamme e i papà adulti ed anziani, per le nonne ed i nonni questo Natale 2018 costituiscano per tutti una valida occasione per riportare al centro della famiglia i bambini e l’infanzia, da accogliere, curare, formare e soprattutto difendere da qualsiasi violenza, dentro e fuori le famiglie e in tanti ambienti nel mondo odierno, dove l’infanzia è abbandonata, violata, uccisa o strumentalizzata per fini ignobili dei grandi».
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Il Bambinello e la cultura del bene
Il ricordo annuale della nascita del Salvatore, in questo Natale 2018, «porti i segni della speranza in un’umanità riconciliata con l’infanzia e che sia sempre e dovunque dalla parte dei bambini, soprattutto di quelli più dimenticati ed abbandonati dell’Italia e del Mondo. Anche un Bambinello può e deve promuovere la cultura del bene e della vita, rispetto a quella del male, della violenza e della morte».
