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Chi era Don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia?

FATHER ZENO
Public Domain
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La presenza del Papa a Nomadelfia, la piccola comunità grossetana che vive secondo il Vangelo in tutto e per tutto, fa di nuovo puntare i riflettori su questa oasi di fraternità cristiana, e pone a tutti l’esigenza di confrontarsi con il suo fondatore, l’energico Don Zeno Saltini.

Le origini

Nasce, nono di dodici figli, in una famiglia contadina a Fossoli vicino Carpi, il nonno un austero ma buono è il capo famiglia da cui trae gran parte della sua personalità. Un patriarca come in fondo sarà lo stesso Don Zeno che – secondo i nomadelfi – di figli ne avrà 4000 in oltre trent’anni di Comunità. Dal nonno impara anche la giustizia e il diritto degli operai di essere ben trattati, siamo nei primi del ‘900 di sindacati non c’è molta traccia, ma il nonno paga bene perché «L’operaio mantiene il mondo» dice. Con gli operai Zeno sta volentieri, impara da loro più di quanto impari a scuola che infatti lascia

Terminate le scuole tecniche a Carpi decise, con enorme dispiacere per la mamma, di non proseguire gli studi perché, affermava, «gli insegnanti dicono cose che non mi interessano. La gente del paese ne sa più di quelli là. E allora vado a lavorare con i nostri operai» (Civiltà Cattolica, 2006)

Ma questa decisione la rimpiangerà quando, nel 1920 mentre sta facendo il servizio militare, per controbattere le provocazioni di un amico anarchico gli mancano le parole. L’amico ha studiato, lui no e non riesce così spiegare perché Cristo e la Chiesa non sono un ostacolo alla difesa dei poveri e degli oppressi come sosteneva il suo “avversario”. Decide quindi di rimettersi a studiare, si laurea in Legge in Cattolica a Milano nel 1929 e nel frattempo sta maturando l’idea di farsi prete, il suo scopo è uno solo: difendere i poveri e gli ultimi, in particolare i gli orfani. Il 4 gennaio del 1931 durante la sua prima messa da presbitero adotta il giovane Danilo, 17 anni appena uscito di prigione. Il primo di molti figli che tirerà fuori dalla miseria e dall’esclusione sociale.

Osteggiato dagli anticomunisti

Nonostante Don Zeno abbia fondato la comunità e svolto il suo apostolato armato solo del Vangelo e delle poche parole paesane che conosceva, nell’Italia del dopoguerra non era ben visto da tutti, specialmente negli ambienti più conservatori della DC e anche della Chiesa italiana.

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