Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Per diventare santi e felici basta fare come i denti: stare al proprio posto!

Condividi

Una metafora che lascia il segno per spiegare come si fa discernimento e si segue la propria vocazione: con la docilità di un canino o di un molare

di Giovanni Biolo (pianto e stridore di denti by dento-teologo)

È di dominio pubblico la suddivisione dei denti in base al loro ruolo nella masticazione degli alimenti. Gli incisivi tagliano il cibo, i canini lo strappano e premolari e molari lo triturano. Queste diverse funzioni nascono dalle diverse anatomie dentali e dalle diverse posizioni all’interno della bocca. Un incisivo non ha scelto di esserlo (o magari esiste un cappello magico tipo quello di Harry Potter in cui il dente lo indossa ripetendo a bassa voce “no premolare, no premolare”). Qualcuno ha già scelto per lui e l’ha posizionato in quella determinata zona e con quella determinata forma anatomica.
Ogni dente ha il suo ruolo, in equilibrio con gli altri. Vi immaginate un incisivo che un giorno si sveglia e dice “oggi cambio posizione e vado a fare il dente del giudizio”?

Quando un dente erompe in bocca in una posizione anomala, infatti, viene chiamata eruzione “ectopica”, ossia fuori posto.

Leggi anche: I talenti sono beni di inestimabile valore che appartengono al Signore!

E noi siamo “cristiani ectopici”? E come facciamo a non esserlo? Con la docilità, l’argomento dento-teologico di oggi! Non so se capita anche a voi, ma molto spesso sono tentato di dire “è questo il posto giusto che il Signore ha voluto per me? Forse sto sbagliando tutto e dovrei cambiare”. E più ci penso, più mi salgono dubbi e angosce.
“A parte chi è pienamente rassegnato alla volontà di Dio, non c’è persona con una vocazione che non vorrebbe cambiare la propria condizione con quella degli altri” ci rassicura san Francesco di Sales.
È chiaro e doveroso che ognuno di noi ricerchi e coltivi i propri talenti, le proprie “caratteristiche anatomiche”. Ma arrivati a un certo punto di discernimento e presa una decisione di che denti siamo, stiamo lì. Come dice Costanza Miriano: “stacce”.
Noi siamo strumenti in mano al Signore: c’è chi sarà un pennello, chi un cacciavite e chi uno specchietto da dentista. Non sarebbe strano vedere un cacciavite ostinarsi a dipingere un quadro o un pennello innervosirsi ad avvitare una vite?
Se sei un pennello preoccupati di tenere le setole ben pulite e pronte all’uso, lascia stare i desideri momentanei di scappare via. La tavolozza del vicino è sempre più verde.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.