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Aiuto, mio figlio ha i pidocchi!

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Con la riapertura delle scuole riprende l’eterna sfida contro i pidocchi: quali armi per affrontarla e come vincerla

Cosa sono i pidocchi?

I pidocchi sono parassiti che abitano il cuoio capelluto e che, nutrendosi del sangue dell’ospite, sopravvivono adesi fino a 6 settimane. Le femmine depongono ogni giorno circa 10 uova, o lendini, che si schiudono dopo 1 o 2 settimane. Le infestazioni da pidocchi, le pediculosi, sono frequenti in età scolare e, contrariamente a quanto si crede, non dipendono dalla scarsa pulizia dei capelli. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto tra bambini, poiché i pidocc

hi non volano ma tendono a strisciare.
Cosa causano?

Il tipico sintomo, che compare alcune settimane dopo l’infestazione è il prurito a livello della nuca e dietro le orecchie.
Come poterli riconoscere?

Mettete il bambino alla luce, separando i capelli in piccole ciocche per meglio analizzarli: l’insetto adulto, di circa 2-3 mm di lunghezza, è di colore grigio, simile ai semi di sesamo; le lendini, di più frequente riscontro, sono di forma ovale, lunghe meno di 1 mm, di colore bianco-giallastro e ben adese alla radice dei capelli, differenziandosi così dalle scagliette di forfora che invece si staccano molto facilmente.

Come combatterli? 

© Bambin Gesù - a scuola di salute - ottobre 2017

 

Per ridurne la diffusione, controllate di frequente i bambini, specie se sono stati segnalati casi di pediculosi a scuola. Quando si è certi di aver individuato il parassita, è necessario utilizzare shampoo o lozioni a base di piretrina, pirmetrina o malatione, perché sono in grado di uccidere sia pidocchi che lendini.

Gli insetticidi utilizzati, se rispettate le modalità d’uso, non presentano tossicità. Dopo il trattamento, sciacquate il capo con acqua non troppo calda, per evitare la vasodilatazione dei capillari e il possibile assorbimento del prodotto attraverso la cute. Effettuate una seconda applicazione a distanza di una settimana per ottimizzare l’eradicazione. Solo di rado queste sostanze possono causare dermatiti da contatto o allergie respiratorie e, per tale motivo, non bisogna comunque abusarne. È inoltre opportuno non utilizzarle in donne in gravidanza o in bambini con meno di due anni.

 

© Bambin Gesù - a scuola di salute - ottobre 2017

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